Ecologia

Infrastrutture stradali, un progetto 'green' per valorizzare il suolo sprecato

Uno studio per recuperare 1500 ettari resi inutilizzabili dalle reti stradali

Roma, 23 ott. (AdnKronos) - Valorizzare il suolo sprecato con interventi 'green': un progetto concreto per recuperare 1500 ettari resi inutilizzabili dalle infrastrutture stradali. Lo studio è stato realizzato del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con la Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri (Cipag), che punta a recuperare e valorizzare queste aree 'residuali' create dalle infrastrutture destinate alla mobilità.

Dai primi risultati della ricerca, ottenuti tramite l’utilizzo di software Gis (Geographic Information System), emerge che, solo le aree degli svincoli autostradali rappresentano circa 1.500 ettari che potrebbero essere recuperati (come 1500 campi da calcio), con un aumento del valore economico, sociale e ambientale di questi spazi. Per esempio, lo studio ha analizzato nel dettaglio i 47 svincoli dell’autostrada A1, ipotizzando di poter recuperare fino a 91 ettari dei quasi 109 inutilizzati (84%), mentre degli 88,5 ettari attualmente fuori uso perché inclusi tra i 62 svincoli della E45, è possibile riqualificarne fino all’82,5% (72,9 ettari su 88,5).

Il progetto mira a riqualificare queste aree tramite cinque differenti ipotesi: piantagioni per la produzione di biomassa legnosa; piantagioni per la produzione di legname di pregio; realizzazione di 'isole di bellezza paesaggistica'; realizzazione di 'isole di conservazione della biodiversità vegetale'; realizzazione di sistemi naturali di raccolta delle acque.

"Siamo convinti - dichiara Fausto Amadasi, presidente Cassa Italiana Previdenza e Assistenza Geometri (Cipag) - che questo progetto avrà effetti concreti e ci aiuterà a far capire a tutti gli operatori del settore che è possibile creare valore attraverso il recupero di zone inutilizzate e che, quindi, la cura dell’ambiente e dell’ecosistema non è solo di tipo conservativo ma può essere fonte di ricchezza economica, di sviluppo del nostro territorio e di recupero di una cultura del rispetto del paesaggio e del 'bel Paese'. Ci sono enormi possibilità".

Oggi la gestione delle aree infrastrutturali costa circa 2.000 euro/ettaro per la pulizia, lo sfalcio e la potatura degli alberi. "Con alcuni progetti di riqualificazione - sostiene Angelo Frascarelli, professore di Economia, Politica Agraria e Sviluppo Rurale dell'Università degli Studi di Perugia - ad esempio usando queste aree per produzioni da biomassa o legname da opera, si possono ridurre questi costi a 500 euro/ha (-75%), con un risparmio di 1500 euro/ha; inoltre si crea fatturato e occupazione su aree inutilizzate".

Il vantaggio maggiore è la sottrazione di anidride carbonica dall’atmosfera e il contrasto all’effetto serra. Uno svincolo, come quello di Orte, da solo, ad esempio è in grado di sottrarre 298 tonnellate di CO2 in 10 anni.

Come se venisse assorbita tutta la CO2 prodotta in un anno da quasi mille autovetture che viaggiano nella tratta tra Roma e Firenze.

23 ottobre 2015 ADNKronos
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