Ecologia

L'estinzione dei grandi erbivori ha fatto aumentare gli incendi

Tra le conseguenze dell'estinzione della megafauna di grandi erbivori negli ultimi 50.000 anni c'è anche quella di avere un maggior numero di incendi nei loro habitat.

Negli ultimi 50.000 anni il nostro pianeta è andato incontro - e ancora lo sta facendo - a una serie di estinzioni di massa che hanno fatto sparire dalla faccia della Terra moltissime specie animali e vegetali. Tra i tanti eventi che si sono succeduti - non sempre per colpa nostra - uno dei più evidenti e impossibili da non notare è l'estinzione delle cosiddette megafaune, cioè tutti quegli animali di grandi dimensioni (sui limiti di questa classificazione torniamo più avanti). Uno studio pubblicato su Science dimostra ora che la scomparsa di questi animali, in particolare dei grandi erbivori, ha portato nei loro habitat una conseguenza sgradevole: un aumento degli incendi.

Che cos'è la megafauna. Megafauna è un termine-ombrello che può indicare una grande varietà di specie diverse, e sulla cui definizione non tutti gli esperti concordano. C'è chi considera megafauna tutti gli animali (viventi o estinti) che pesano più di 45 kg, chi invece alza il limite a una tonnellata. Quasi sempre, però, la parola viene usata per indicare la cosiddetta megafauna del Pleistocene, che comprendeva, per farla semplice, le versioni "mega" di una serie di animali che sopravvivono ancora oggi, dal mammut all'orso delle caverne all'armadillo. Negli ultimi 50.000 anni, questa megafauna in particolare si è estinta più o meno in tutto il mondo per motivi che non sono ancora del tutto chiari, ma che quasi sicuramente hanno a che fare con la caccia eccessiva da parte di noi esseri umani.

Il problema è che molti studi, anche recenti, hanno dimostrato l'importanza dei grandi erbivori per i loro habitat: quando brucano, infatti, rimuovono dal terreno materiale potenzialmente infiammabile, e dunque riducono il rischio di incendi e rallentano l'espansione di quelli che scoppiano. Il team di Yale che ha condotto lo studio ha quindi provato a capire se la scomparsa della megafauna del Pleistocene abbia avuto un effetto tangibile sugli incendi negli ultimi 50.000 anni. Per farlo ha confrontato due set di dati, uno proveniente da HerbiTraits (un database che contiene informazioni globali su tutti gli animali erbivori di più di 10 kg che hanno vissuto in un'area negli ultimi 130.000 anni) e uno da Global Paleofire Database (che raccoglie informazioni sugli incendi del presente e del passato in 160 siti in tutto il mondo).

Meno erbivori più fuoco. Il confronto tra dati ha rivelato che i continenti che hanno perso il maggior numero di grandi erbivori sono andati incontro, negli ultimi 50.000 anni, a un aumento degli incendi: è il caso per esempio del Sud America, molto più colpito dai fuochi rispetto all'Africa, dove molti grandi erbivori pascolano ancora oggi. Una considerazione interessante è che questa correlazione vale solo negli ambienti di savana: in quelli di foresta, per esempio, la scomparsa dei grandi erbivori non ha determinato un aumento degli incendi, perché l'ambiente è diverso e l'azione di pascolo non ha lo stesso effetto mitigante che ha in savane e pianure.

6 dicembre 2021 Gabriele Ferrari
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