Ecologia

Il maltempo non risparmia le riserve naturali, colpite anche le Oasi del Wwf

Le piene del fiume Esino nelle Marche e le forti raffiche di vento in Umbria e Toscana hanno causato il crollo di alberi lungo i sentieri e danneggiato le strutture.

Roma, 9 mar. - (AdnKronos) - Riserve e oasi naturali, aree pregiate dal punto di vista ambientale e della biodiversità. L’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia in questi ultimi giorni non ha risparmiato neanche loro, e nella notte tra il 5 e 6 marzo ad essere più colpite sono state le zone umide. Si fa l'inventario dei danni nelle aree gestite dal Wwf: le piene del fiume Esino nelle Marche e le forti raffiche di vento in Umbria e Toscana hanno causato il crollo di alberi lungo i sentieri e danneggiato le strutture.

Nell’elenco delle Oasi Wwf colpite, quella di Ripa Bianca nelle Marche, le storiche di Orbetello e Burano in Toscana, l’Oasi Cratere degli Astroni in Campania, uno degli ultimi polmoni di verde che circondano la città di Napoli, e quella più vicina alla capitale, l’Oasi di Alviano, sul fiume Tevere.

La Riserva Ripa Bianca di Jesi, ha fatto i conti con l’ondata di piena del fiume Esino che nella notte del 5 marzo ha cambiato la direttrice principale della corrente erodendo la sponda sinistra al di sotto dell'area umida. Ha perso così il capanno chiamato “dei nonni”, distrutto lo storico centro visite ed è stato necessario transennare l’area interessata dalla piena e allestire alcune nuove aree con sentieri e aree sosta. Con lo sconforto del Wwf che dal 2013 segnala l’alto rischio di erosione delle rive e di esondazione: in soli due anni Ripa Bianca ha perso ben 2 ettari di bosco, spazzati via del fiume.

Già colpita nel 2012 dalla piena del fiume Tevere, l’Oasi di Alviano in Umbria era finalmente tornata a essere totalmente fruibile al pubblico. Appena terminati gli ultimi lavori di messa in sicurezza con l’apertura, proprio in questi giorni, della Torre, il forte vento ha danneggiato le strutture. Lungo i sentieri è stato scoperchiato un capanno e la torre è di nuovo chiusa per il crollo di alcune travi e una parete. Minori danni anche alle strutture del sentiero natura quali bacheche e cartelli caduti e qualche albero sulla parete di incannucciata a protezione del sentiero natura.

Nelle due aree maremmane (la Riserva naturale di Burano e la Riserva della Laguna di Orbetello) il vento ha provocato molti danni. Una tromba d’aria ha fatto cadere gli alberi lungo la litoranea, la segnaletica stradale e la tabellazione di perimetrazione. Piante sono cadute anche lungo i sentieri natura di entrambe le Oasi e sul sentiero di Orbetello è crollata una grande quercia.

Sulla litoranea sono crollati pini di 80-90 anni. Nella Riserva di Burano, il vento ha spezzato alberi di ginepro, bacheche e pannelli didattici, un osservatorio ha subito danni al tetto mentre un altro capanno ha subito danni alla facciata esposta verso il lago.

Ancora difficile stimare i danni presso la riserva naturale Cratere degli Astroni. La caduta di alberi ha bloccato il sentiero sin dal belvedere e non è quindi possibile scendere per constatare i danni. Al momento il personale con l’ausilio di ditte specializzate è impegnato a rimuovere i due lecci caduti sul sentiero per liberare l’accesso. Si è inoltre potuto constatare che il livello del lago ha raggiunto i massimi storici, arrecando danni a uno dei capanni lungo la riva del lago.

9 marzo 2015 ADNKronos
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