Il lato oscuro della bioluminescenza

Sono circolate sul web le foto della fioritura di un organismo bioluminescente in un fiume della Tasmania. Uno spettacolo suggestivo, ma allarmante: ecco perché.

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La bioluminescenza causata dalla Noctiluca scintillans.|Jo Malcomson

Le acque del fiume Derwent in Tasmania (Australia) hanno avuto una notevole popolarità. Il motivo lo vedete qui sopra: le loro acque hanno ospitato una inusale fioritura di Noctiluca scintillans, un dinoflagellato (ossia un organismo unicellulare munito di flagello) bioluminescente anche noto come "fuoco di mare".

 

Rosso o blu. Di giorno questa forma gelatinosa di fitoplancton tinge le acque di fiumi e mari di un colore rosso acceso; di notte, se disturbato dalla scia di una barca o da un banco di pesci, "accende" di bagliori azzurri il suo habitat, grazie a un sistema di proteine presente nel suo citoplasma che produce una reazione luminosa. Il fenomeno si osserva su alcuni tratti di spiaggia vicino all'estuario del fiume, ad Hobart.

Segnale inquietante. Centinaia di persone sono accorse nel 2015 alle acque di questo fiume per celebrare la fioritura della Noctiluca in una sorta di naturale "festival della luce". Ma la sua presenza, avvertono gli esperti, non è un fatto del tutto positivo. Per Anthony Richardson del CSIRO (l'Agenzia federale per la ricerca scientifica in Australia), il fenomeno è un "effetto dei cambiamenti climatici".

 

Fino al 1994 non era mai stata attestata la presenza di Noctiluca in Tasmania, ma il global warming ha rafforzato la corrente orientale australiana, che spinge grandi masse d'acqua calda a sud, verso lo stato insulare. E le calde acque oceaniche offrono alla Noctiluca l'habitat ideale per sopravvivere.

Rivale nei pasti. Ma c'è di più. Questo organismo a metà tra il regno vegetale e quello animale è un vorace divoratore di diatomee, il principale cibo del krill, i piccoli crostacei che compongono lo zooplancton di cui si nutrono grandi animali oceanici come mante e balene. Grandi fioriture di Noctiluca possono quindi finire per affamare altri anelli della catena alimentare.

 

Fine al veleno. Quando muore, poi, la Noctiluca rilascia in acqua tossiche nuvole di ammoniaca che finiscono per avvelenare gli stock ittici locali. Insomma uno spettacolo affascinante, ma a caro prezzo.

 

28 Maggio 2015 | Elisabetta Intini