Ecologia

Il global warming tingerà di verde la Groenlandia

Nel 2100 l'isola per oltre tre quarti coperta dai ghiacci potrebbe ospitare grandi e lussureggianti foreste. Tutta colpa del riscaldamento globale.

Pronunciato in inglese, il nome della Groenlandia ("Greenland", "terra verde") fa quasi sorridere: di verde, in una terra per l'83% ricoperta dai ghiacci, c'è ben poco. Eppure, in futuro l'aspetto di quest'isola potrebbe avvicinarsi di più al suo significato etimologico.

In base a un modello climatico elaborato da ricercatori americani, il riscaldamento globale starebbe convertendo ampie porzioni di questo stato da suolo ghiacciato a terreno adatto a ospitare intere foreste. Entro un centinaio d'anni, la Groenlandia potrebbe non aver nulla da invidiare ai lussureggianti boschi di Canada e Alaska.

Le piscine di ghiaccio sciolto della Groenlandia (guarda)
Eccezionale canyon scoperto sotto i ghiacci della Groenlandia

Come è verde la Terra
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In alcune aree del paese, soprattutto a sud, ampie porzioni di terra sono ora libere dai ghiacci e aspettano solo di accogliere i semi di nuove piante. I ricercatori della Aarhus University (Danimarca) hanno sovrapposto a un modello di quello che sarà il clima della Groenlandia nel 2100 (secondo le previsioni dell'Intergovernmental Panel on Climate Change) i dati attuali sulla distribuzione delle piante in Nord America ed Europa settentrionale.

I risultati indicano che, se per ora sono solamente 5 le specie di alberi e cespugli che crescono spontaneamente sull'isola, allo scadere del secolo tutte le 56 piante testate potrebbero tranquillamente germogliare e crescere anche sul suolo apparentemente inospitale della Groenlandia. Per allora le zone libere dai ghiacci e adatte ad ospitare piante potrebbero occupare ben 400 mila chilometri quadrati, un'area grande come la Svezia.

Piante centenarie e sepolte dai ghiacci tornano in vita dopo quattro secoli

Sulla futura distribuzione di queste "macchie" verdi gli esperti non si sbilanciano: saranno le piante più "intraprendenti" ad avere la meglio. Senza lo zampino dell'uomo, in una terra isolata e ghiacciata, alcune piante potrebbero impiegare anche 2 mila anni per trovare la propria nicchia ecologica, ma nell'era del turismo globale i semi saranno facilmente trasportati sotto alle suole delle scarpe e riceveranno una mano anche da vento e uccelli migratori.

La Groenlandia potrebbe quindi - per un motivo tutt'altro che entusiasmante - tornare all'aspetto che doveva avere nei periodi interglaciali, quando alcune sue parti ospitavano effettivamente una flora più ricca di quella attuale. Ma gli esperti avvertono i locali: attenzione a piantare alberi in modo sconsiderato. La terra libera dai ghiacci sarà particolarmente recettiva a nuovi semi. Senza la dovuta attenzione si rischia che la natura si sviluppi, qui, in modo del tutto caotico.

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5 settembre 2013 Elisabetta Intini
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