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Il futuro della carta è nano

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La nanocarta vince (sempre) alla morra cinese |

Scordatevi le regole della morra cinese: le nanotecnologie hanno cambiato la carta! Arrivano le pellicole più resistenti dell'acciaio e la carta "assorbente" capace di succhiare tutti gli idrocarburi presenti nell'acqua. (Alessandro Bolla, 16 giugno 2008)

Un nuovo tipo di carta più resistente della ghisa potrebbe presto rivoluzionare molti aspetti della vita quotidiana. Il supermateriale è stata realizzato nei laboratori dello Swedish Royal Institute of Technology di Stoccolma a partire da comune cellulosa. Nei normali processi industriali questa sostanza viene estratta dal legno con trattamenti meccanici che ne danneggiano irrimediabilmente le fibre, conferendo alla carta le sue ben tradizionali caratteristiche.
Con la dolcezza si ottiene tutto. Lars Belgrund e i suoi colleghi hanno risolto questo problema eliminando ogni "maltrattamento" della cellulosa dal processo produttivo: il legno viene sottoposto all'azione chimica di enzimi e all'azione meccanica di particolari batteri che scompongono le fibre senza danneggiarle. In questo modo si ottengono fibre perfettamente integre sospese in acqua, che una volta disidratate si aggregano spontaneamente tra loro dando vita a superfici di "nanocarta" ultra resistente.

 

PASCAL

Il Pascal è l'unità di misura della pressione: 1 megaPascal (1.000.000 di Pascal) equivale a circa 10 atmosfere, ossia 100 metri di colonna d'acqua.

 

Guarda come scivolo.

 

10 piani di assorbenza.

 

16 giugno 2008