Il DL“salva Italia” premia il risparmio energetico

Il Decreto “salva Italia” conferma detrazione fiscale del 55%.

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Nel Decreto “Salva Italia” appena varato dal Governo Monti, tra tante “lacrime e sangue”, c’è anche qualche buona notizia: la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici è assicurata fino al 2014 e il trasporto pubblico locale viene garantito. Ma con una nuova accisa sulla benzina.

 

“Detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici”

 

Ambiente risparmiato - Non solo tasse e tagli nella manovra presentata dal Governo Monti e già ribattezzata “Salva Italia”. Tra le tante misure c’è anche qualche buona notizia come la conferma della detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. Chi esegue lavori di ristrutturazione della propria casa o azienda finalizzati al risparmio energetico - sostituzione degli infissi, cambio del sistema di riscaldamento o raffreddamento con soluzioni a basso consumo, coibentazione delle pareti o altri interventi - potrà quindi detrarre il 55% delle spese dalla prossima dichiarazione dei redditi.

 

Dal 55% al 36% - Tutto questo durerà fino al 2014 e senza la necessità di proroghe annuali. A partire dal 2015, invece, la detrazione scende al 36%. Già da subito, però, c’è un tetto massimo detraibile: 48.000 euro di spesa per i lavori di ristrutturazione, che si traducono in circa 1.700 euro l’anno di detrazione.

 

Ristrutturati al 25% - Non saranno detraibili solo i lavori in favore del risparmio energetico perché il Governo ha confermato anche il bonus fiscale del 25% per gli edifici messi in sicurezza. Significa in pratica che, se la casa ristrutturata verrà comprata entro sei mesi dalla fine dei lavori, un quarto del suo costo potrà essere risparmiato dalle tasse. Anche questo è un vantaggio per l’ambiente, visto che stimola l’acquisto di edifici già esistenti invece delle nuove costruzioni.

 

Trasporto pubblico - Altra buona notizia è quella che riguarda il trasporto pubblico locale, su gomma e su rotaia. Autobus e metropolitane saranno rifinanziati dal Governo ma con una sostanziale differenza rispetto al passato. Le Regioni, per pagare i trasporti pubblici, attingeranno a un fondo alimentato con una nuova accisa sui carburanti: +0,038 su benzina e gasolio. Sale il prezzo del trasporto privato, quindi, pur di garantire quello pubblico che tanto aiuta a limitare il traffico, e lo smog, nelle grandi città italiane.

 

Peppe Croce

 

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6 dicembre 2011