Il Delta del Po: la miniera della biodiversità

È il più complesso sistema di zone umide in Italia nonché uno degli ecosistemi più produttivi che abbiamo. Ecco le specie che lo abitano e chi le protegge.

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Le zone umide sono serbatoi di biodiversità (vedi) perché ospitano una varietà preziosa di batteri, piante e animali: perciò il Delta del Po è un luogo di elevato valore naturalistico. È un'area importantissima dove l'acqua dolce fluisce in quella salata e dove i fondali si mescolano senza sosta: il progetto Life, finanziato dall'Unione Europea, contribuisce a salvaguardare le lagune del Delta e le sue specie protette.
 
Nella foto: le Valli di Comacchio, nel Parco regionale del Delta del Po.

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Grazie all'iniziativa dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità del Delta del Po, in collaborazione con l'Ente Parco Delta del Po Veneto, il Consorzio di Bonifica Delta del Po, Veneto agricoltura e WWF Italia, sono stati realizzati interventi per migliorare lo stato dell'habitat di uccelli, anfibi e rettili di interesse comunitario.
 
Ciò che minaccia le specie del Delta sono la scarsa disponibilità dei siti per la nidificazione e la riproduzione, spesso esposti all'innalzamento del livello idrico o alla presenza dell'uomo nelle aree portuali e balneari.
 
Nella foto: scie di fango in sospensione segnano i percorsi dei fenicotteri nell'acqua della salina di Comacchio.

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Essendo il più complesso sistema di zone umide in Italia, buona parte del territorio del Delta del Po (quello evidenziato nella mappa) fa parte delle 26 mila zone protette elencate nel progetto Rete Natura 2000 ideato dall'Unione Europea. Si tratta di una rete di aree collegate tra loro dove piante e animali possono spostarsi senza ostacoli.

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Le lagune del Po si dividono tra aree pubbliche e valli private, dove viene praticata la pescicoltura estensiva chiamata vallicoltura. Qui sono stati sottoscritti accordi con i privati allo scopo di sviluppare azioni di bonifica e sensibilizzazione.
 
I lavori hanno migliorato la capacità di circolazione idraulica a beneficio dell'habitat attraverso lo scavo di canali e la creazione di siti per la nidificazione degli uccelli. Sono quindi stati spostati materiali terrosi per creare ambienti a favore delle specie target e per ricreare una corretta circolazione dell'acqua.

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Per quanto riguarda gli uccelli, le specie target sono il beccapesci, il fratino, l'avocetta, il fraticello, la sterna comune e quella zampenere, il gabbiano roseo, il gabbiano corallino e il martin pescatore. Tutte queste specie nidificano sempre meno a causa della scarsa disponibilità e qualità dei siti delle colonie.
 
Il beccapesci (Thalasseus sandvicensis, nella foto) si è installato nelle Valli di Comacchio alla fine degli anni Settanta. Negli anni Novanta la popolazione della specie era stimata in 500 coppie e successivamente in Italia se ne contavano fino a 900. Ultimamente il popolamento del Delta del Po emiliano-romagnolo ha subito un calo, attestandosi tra le 160 e le 300 coppie.

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Il martin pescatore (Alcedo atthis, nella foto) conta in Italia 4.000/12.000 coppie e trova nelle zone umide del Delta del Po un'importante area di riproduzione, migrazione e svernamento anche per individui provenienti da altri Paesi europei.

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La sterna zampenere (Gelochelidon nilotica, nella foto) si è insediata nelle Valli di Comacchio negli anni Cinquanta con poche coppie nidificanti. La specie ha poi colonizzato altri siti in Italia e la popolazione attuale sembra essere attestata sulle 500 coppie, metà delle quali nidificanti nel Delta del Po.

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La sterna comune (Sterna hirundo, nella foto) ha più o meno la stessa storia di quella zampenere. Nell'area del Delta, a partire dai primi anni del 2000, la sterna comune ha mostrato un andamento complessivamente in crescita.

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Pulcini di sterna comune.

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Pulcini di fraticello (Sternula albifrons, nella foto).

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Pulcini di avocetta (Recurvirostra avosetta, nella foto). L'andamento dei contingenti nidificanti di questa specie nel Delta mostra notevoli fluttuazioni tra i diversi siti. Il popolamento complessivo nel Delta meridionale si attesta in 400/600 coppie nidificanti.

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Anche rettili e anfibi sono oggetto del progetto. Come la testuggine palustre (Emys orbicularis, nella foto), una specie in forte diminuzione, ma che negli ambienti vallivi della pianura Padana sopravvive in una popolazione consistente.

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Piccoli di testuggine palustre.

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Il pelobate fosco (Pelobates fuscus, nella foto), detto anche rospo dell'aglio, è una specie endemica di anfibio. La popolazione deltizia dovrebbe rappresentare circa il 5% della popolazione italiana, ma mancano dati precisi.

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Uova di pelobate.

Le zone umide sono serbatoi di biodiversità (vedi) perché ospitano una varietà preziosa di batteri, piante e animali: perciò il Delta del Po è un luogo di elevato valore naturalistico. È un'area importantissima dove l'acqua dolce fluisce in quella salata e dove i fondali si mescolano senza sosta: il progetto Life, finanziato dall'Unione Europea, contribuisce a salvaguardare le lagune del Delta e le sue specie protette.
 
Nella foto: le Valli di Comacchio, nel Parco regionale del Delta del Po.