Ecologia

L'acidificazione cambia il comportamento delle prede

La CO2 aumenta l'acidità dei mari, con conseguenze inaspettate sul comportamento di prede e predatori e conseguenti profondi cambiamenti dell'ecosistema.

Una delle conseguenze di cui meno si parla riguardo all’immissione in atmosfera di grandi quantità di anidride carbonica da parte dell'uomo è la modifica dell’acidità degli oceani. Se normalmente le acque dei grandi bacini hanno un pH di circa 8,3 (il pH è la misura dell’acidità e della basicità) l'anidride carbonica si dissolve nelle acque oceaniche e ne diminuisce il pH: l'acqua va dunque da concentrazioni basiche verso quelle acide, anche se non raggiunge la vera acidità, ossia il pH inferiore a 7.

Le conseguenze di questo cambiamento chimico dell’acqua possono essere molto pesanti, dallo sbiancamento dei coralli alla scomparsa degli animali del plancton dotati di gusci di carbonato, che si sciolgono per l’acidità.

Sfuggire ai predatori. Un nuovo studio ha scoperto che l’acidificazione colpisce anche altre specie, e le conseguenze sono profonde e complesse per l’intero ecosistema. Alcuni ricercatori dell’università di California a Davis hanno sottoposto le coppie stella-chiocciole (rispettivamente predatore e preda) a sedici diversi livelli di acidità. Hanno quindi trovato che l’acqua molto più acida (fino a pH 7,1, lontana per ora dalle condizioni marine) ottunde i sensi di alcune chiocciole che abitano sulle rocce dalla costa; anche se si accorgono della presenza dei predatori e sono in grado di muoversi, non riescono a sfuggire alle stelle marine, anch’esse presenti sulle rocce costiere e nelle pozze di mare.

In condizioni normali le chiocciole riescono a scappare salendo oltre il livello dell’acqua, dove gli echinodermi - le stelle marine - non possono andare. L'articolo è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Proceedings of the Royal Society B.

Ecosistemi che mutano. Le chiocciole Tegula funebralis e le stelle marine Pisaster ochraceus sono una parte importante di un ecosistema complesso. Le prime sono erbivore e si nutrono, in condizioni normali, delle alghe che crescono sulle rocce, liberando così il campo per molte altre specie e in questo modo aumentando la biodiversità dell’ambiente.

Con l’aumento della predazione da parte delle stelle, le chiocciole non brucano più e le alghe possono crescere indisturbate; in questo modo ricoprono in breve tempo le rocce appena sotto il limite dell’acqua.

È un esempio di quello che il grande ecologo Robert Paine, recentemente scomparso, chiamava effetto cascata in ecologia. Quando una specie importante in un ecosistema, definita “specie chiave” (keystone species), aumenta o diminuisce, quello che succede al resto dell’ambiente può modificare profondamente l’esistenza degli animali e delle piante di quell’habitat.

A differenza di queste chiocciole, molte specie chiave che conosciamo sono predatori. Che siano squali o leoni, senza di essi le prede aumentano e vanno a impattare su altri componenti dell’ecosistema, senza che l’uomo possa sapere in anticipo cosa accade.

4 luglio 2016 Marco Ferrari
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