Ecologia

Il biogas made in Italy fa scuola in Europa

Gli irlandesi della cooperativa agricola Drinagh studiano il modello Greenway, società del Medio Friuli che ha realizzato e completato nel 2012 nel Comune di Bertiolo (Udine) un impianto a biomasse alimentato da una filiera corta di una quindicina di imprese agricole

Roma, 5 gen. (AdnKronos) - Il biogas made in Italy fa scuola in Europa: l'Irlanda guarda infatti alla 'via verde' nostrana all'energia. Gli agricoltori della cooperativa Drinagh hanno scelto di studiare il caso Greenway, società agricola del Medio Friuli che ha realizzato e completato nel 2012 nel Comune di Bertiolo (Udine) un impianto a biomasse alimentato da una filiera corta di una quindicina di imprese agricole che hanno reagito alla crisi del settore convertendo la propria attività tradizionale nella produzione di biogas.

"Quello di Greenway è un modello vincente che vogliamo provare ad applicare in Irlanda - ha affermato il responsabile della cooperativa Drinagh Maurice O’Callaghan, dopo l’ultima visita fatta a dicembre alla centrale di Bertiolo -. Anche in Irlanda gli agricoltori conoscono le difficoltà che hanno investito il settore in Italia e stanno provando a riorientare parte della propria attività: il biogas, che da noi non ha trovato ancora diffusione, rappresenta una soluzione di grande interesse che vogliamo percorrere a breve".

"Siamo soddisfatti di mettere il nostro know-how a disposizione di colleghi stranieri interessati sia alle opportunità di business che si schiudono, sia ai temi dell’ambiente e della sostenibilità, centrali in una scelta strategica come quella del biogas, che è a impatto zero e che stimola l’economia dei territori", commenta Marco Tam, presidente di Greenway Agricola.

Guardando al futuro, la prossima frontiera del settore sarà ricavare dal biogas il biometano. "Considerando che già oggi in Italia il parco auto alimentate a metano è di 750mila veicoli, se si andrà in questa direzione per il settore si apriranno nuove possibilità in termini di occupazione e di innovazione, oltre ad avere evidenti benefici ambientali e di economicità", spiega Tam.

Nei suoi primi tre anni di attività, cominciata all’inizio del 2012, la centrale a biomasse Greenway di Bertiolo (Udine) ha prodotto circa 25mila Mwh, risparmiato 4,5mila tonnellate equivalenti di petrolio, realizzato un fatturato complessivo di circa 6 milioni di euro, la metà dei quali di ricaduta sul Pil locale. La centrale, situata nell’area industriale di Bertiolo, con una potenza di un Megawatt e in grado di produrre quasi 8500 MwH l’anno, è alimentata da una filiera autoctona costituita da una quindicina di imprese agricole che producono, su circa 300 ettari di terreno, tutta la biomassa necessaria. Nella filiera che si è creata intorno al funzionamento dell’impianto lavorano, in relazione alle stagioni, un numero oscillante fra le 35 e le 30 persone.

La centrale, inoltre, produce del digestato, materiale organico che si utilizza per concimare i terreni 'produttori' e ne migliora la qualità.

L’impianto Greenway di Bertiolo, costato 5 milioni di euro, ha un fatturato annuo di due milioni e una ricaduta sul Pil locale di oltre 1 milione euro all’anno.

Una scelta che sta dunque pagando in termini di risultati e che rappresenta una via locale all’energia pulita in cui l’Italia, per produzione, può vantare il terzo posto nel mondo alle spalle di Cina e Germania con 1,8 miliardi di metri cubi di metano equivalente annui, 12mila addetti e 4,5 miliardi di euro di investimenti (dati Consorzio italiano biogas).

5 gennaio 2015 ADNKronos
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