Ecologia

Il 65% dei rifiuti elettrici generati in Italia finisce in mercati illegali

La denuncia arriva da Ecodom, il Consorzio Italiano per il Recupero e il Riciclaggio degli Elettrodomestici, che nel primo semestre del 2014 ha trattato circa 35.000 tonnellate di Raee

Roma, 11 dic. - (AdnKronos) - Dalla Cina al Ghana, fanno gola le materie prime seconde contenute nei rifiuti elettrici ed elettronici. E così finisce che il 65% dei Raee generati in Italia prende 'il largo' verso mercati illegali. A lanciare l'allarme all'Adnkronos è Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, il Consorzio Italiano per il Recupero e il Riciclaggio degli Elettrodomestici. Sulla raccolta dei Raee, Arienti spiega che “nel 2014 si è interrotta la flessione registrata l'anno scorso, e che addirittura, per il Raggruppamento R2 (grandi elettrodomestici) si stima una crescita del 10%”.

Un risultato positivo che, secondo il direttore generale di Ecodom, “si spiega con la diminuzione del valore delle materie prime seconde contenute nei Raee”. Purtroppo “esiste una correlazione diretta” e così succede che quando il valore di queste materie scende il mercato illegale non è più interessato ad intercettare questo tipo di rifiuto.

Secondo Arienti, dunque, “è importante sottolineare che il valore dei Raee dipende dalle modalità di trattamento. In Cina la vendita delle materie prime seconde è tutto guadagno, perché i costi economici e ambientali del trattamento dei Raee sono pari a zero”.

Il mercato illegale “non si preoccupa dell'ambiente mentre da noi i costi sono alti e i ricavi bassi”. Basti pensare che “ammonta a 3 milioni di euro l'investimento per un impianto in grado di trattare solo frigoriferi”. Una situazione che rischia di provocare grossi danni: “il gas di un solo frigorifero inquina quanto un'automobile che percorre 10mila km”.

Come si deve intervenire? Per prima cosa, secondo Arienti, “bisogna impedire l'export illegale in paesi come Cina e Ghana dove si sa che i Raee vengono gestiti male sia per l'ambiente che per la salute di chi in quei posti ci vive”. Quanto all'Italia “occorre adottare standard di qualità più alti per gli operatori ed aumentare i controlli. In questo paese bisogna fare piazza pulita di chi non lavora bene”.

Guardando ai numeri, nel primo semestre del 2014, Ecodom ha trattato circa 35.000 tonnellate di Raee: in particolare 16.300 tonnellate di R1 (come frigoriferi, congelatori, condizionatori) e 18.500 tonnellate di R2 (ovvero lavatrici, lavastoviglie, scalda-acqua, forni, cappe). Un ottimo risultato rispetto allo stesso periodo del 2013, dal momento che le quantità di Raee gestite da gennaio a giugno 2014 risultano in crescita di oltre il 15%.

11 dicembre 2014 ADNKronos
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