Ecologia

I mattoncini di Lego in bioplastica

Foglie, cespugli e alberi per le città di Lego sono già un po' più "verdi", ottenuti da etanolo estratto da canna da zucchero: i nuovi elementi sono riciclabili, ma non del tutto biodegradabili.

Da quest'anno gli "elementi vegetali" dei mattoncini di Lego saranno verdi non solo nel colore: il colosso danese ha fatto sapere che già nelle confezioni vendute dal 2018 queste parti flessibili saranno ottenute da bioplastiche ottenute dalla canna da zucchero.

Le piantine Lego - foglie, alberi, cespugli - saranno composte da polietilene ricavato da etanolo estratto dalla canna da zucchero: un biocarburante che sostituisce, in parte, le plastiche da idrocarburi attualmente impiegate per fabbricare i mattoncini. Inoltre, gli scarti della produzione di etanolo saranno usati per produrre elettricità che sarà reimmessa in rete, fanno sapere dall'azienda danese.

Garanzie. La sostenibilità della biomassa utilizzata, sia in termini di suolo occupato, sia di sicurezza alimentare, è sancita dalla collaborazione con il WWF e dall'adesione alla Bioplastic Feedstock Alliance (Bfa), un'organizzazione che promuove l'uso responsabile delle biomasse.

La canna da zucchero (Saccharum officinarum) è infatti una pianta destinata all'uso alimentare immediato o alla produzione di dolcificante. Cresce soprattutto in Paesi tropicali molto poveri: il suo utilizzo non sostenibile - per giunta per fabbricare giocattoli - andrebbe a gravare direttamente sulla loro economia.

Il Lego nella vita di tutti i giorni (vai alla gallery). © Michal Kulesza

Eterni o quasi. La rivoluzione verde riguarderà per il momento soltanto l'1-2 per cento del totale dei pezzi prodotti: è poco, ma Lego afferma che si tratta di un primo passo verso l'obiettivo ambizioso di rendere sostenibile la totalità dei materiali utilizzati entro il 2030.

L'iniziativa è nata insieme a una riflessione sulla durata dei mattoncini di Lego, costituiti in gran parte da acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS), un polimero molto resistente che, se finisce in pattumiera, è praticamente indistruttibile. I nuovi pezzi garantirebbero uguale resistenza, ma sarebbero in più riciclabili - anche se probabilmente non biodegradabili al 100%.

Bilanciate. Per quanto riguarda il processo produttivo, Lego dal 2017 compensa totalmente le sue emissioni con investimenti in energie rinnovabili (per esempio in fattorie eoliche). Questi impianti hanno prodotto, lo scorso anno, un output energetico totale di 510 GWh (gigawatt ora), più del consumo di tutte le fabbriche, negozi e uffici della Lego messi insieme (313 GWh).

7 marzo 2018 Elisabetta Intini
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