I coralli producono ombrelli di nuvole per proteggersi dal caldo

In situazioni di stress, i microrganismi che compongono le barriere coralline producono nuvolette di aersol che riflettono la radiazione solare. Una sorta di ombrellone naturale.

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La Grande Barriera Corallina australiana, protetta da ombrelloni invisibili.|Shutterstock

Pellicole schermanti da far galleggiare sopra le barriere coralline, pompe sommerse che le irrorino di acqua fresca... Sono molte le soluzioni audaci, e talvolta al limite della geoingegneria, tra quelle che sono state prese in considerazione per proteggere i coralli dal riscaldamento globale. Ma ora si scopre che i minuscoli polipi che li formano hanno già un loro asso nella manica: quando le temperature salgono oltre misura, emettono aerosol in acqua e in atmosfera, per creare una coltre di nuvole protettiva sopra di sé.

 

Facciamo ombra. Questa sorta di ombrello di nuvole è stato descritto da un gruppo di scienziati della Griffith University, della Southern Cross University e dell'University of Southern Queensland (Australia), che ha studiato una porzione della Grande Barriera Corallina australiana. Studi satellitari e di laboratorio in un'area di 100 km quadrati attorno a Heron Island, un'isola corallina al largo della costa centrale del Queensland, hanno rivelato che durante la bassa marea, quando i coralli erano più esposti al calore solare, rilasciavano in acqua componenti volatili che arrivavano in atmosfera sotto forma di aerosol (cioè particelle di liquidi disperse nei gas).

 

 

Queste sostanze riflettono la radiazione solare e possono modificare la fisica delle nuvole, rendendole più brillanti e riflettenti o facendole stazionare sopra il reef (la barriera corallina) più a lungo. Una sorta di naturale "parasole" che, come sappiamo, non fornisce però una protezione completa dal bleaching o sbiancamento, la perdita di colore dei coralli dovuta all'espulsione dai reef delle cosiddette alghe simbionti fotosintetiche. Questo fenomeno, che ha interessato vaste porzioni della Grande Barriera Corallina nel 2016 e nel 2017, complici ondate di calore senza precedenti, rende i coralli più vulnerabili alle malattie e alla disgregazione.

Effetto boomerang. Le implicazioni dello studio sono importanti anche per gli aerosol prodotti dall'uomo (le particelle di polveri originate dall'utilizzo di combustibili fossili, dalla combustione di foreste o nei processi industriali). Se andiamo nella direzione di un futuro meno inquinato, quale effetto avrà, sui reef, la sottrazione di aerosol dall'atmosfera?

 

Paradossalmente, i tentativi necessari di ridurre le emissioni di origine antropica potrebbero portare, nel breve periodo, a una riduzione delle "coperte" raffreddanti che i coralli sfruttano per sopravvivere. A maggior ragione, le loro naturali e protettive emissioni andranno studiate e incoraggiate.

 

 

 

20 Aprile 2018 | Elisabetta Intini