Ecologia

Più impollinatori, meno parassiti: così la biodiversità migliora la resa dei raccolti

Nella Giornata Mondiale dell'Alimentazione, uno studio sottolinea l'importanza di habitat ricchi e diversificati nell'assicurare i servizi ecosistemici essenziali, come impollinazione e lotta biologica ai parassiti.

Nei campi coltivati di qualunque latitudine, la biodiversità è un alleato prezioso, che aumenta la resa del raccolto: la conferma dell'importanza di paesaggi eterogenei, ricchi di specie vegetali e animali, arriva da uno studio internazionale che ha coinvolto un centinaio di ricercatori di tutto il mondo, e che è stato pubblicato su Science Advances.

Il team di ecologi e biologi ha esaminato due servizi ecosistemici, cioè processi regolati dalla natura che danno benefici anche agli esseri umani: l'impollinazione operata da insetti selvatici, e la lotta biologica ai parassiti condotta da artropodi predatori contro gli insetti dannosi. Il gruppo ha confrontato queste due condizioni in 1.500 campi coltivati in tutto il mondo: dalle piantagioni di caffè dell'India a quelle di mango in Sudafrica; dai campi di grano nelle pianure americane a quelli di colza della Svezia, fino ai cereali alpini.

Deserti improduttivi. Nei paesaggi più diversificati, dove abbondavano le varietà di alberi, cespugli, erbe selvatiche e piante coltivate, si è notato un aumento di impollinatori e di animali per la lotta biologica, e con esso anche un incremento dei raccolti (più numerosi per via dell'impollinazione, e più protetti dai parassiti). Al contrario, le monocolture sono emerse come la causa di circa un terzo della perdita di ricchezza di impollinatori dovuta alla semplificazione del paesaggio. La "monotonia" ecosistemica ha avuto effetti negativi ancora più evidenti sul controllo degli insetti dannosi: la perdita di predatori naturali dei parassiti rappresenta, infatti, la metà delle conseguenze totali della semplificazione del paesaggio.

Lo studio colpisce dritto nel segno, nella Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2019, il cui tema, quest'anno, è "Un'alimentazione sana per un mondo a #FameZero". Secondo la FAO, "intensa produzione alimentare e cambiamenti climatici stanno causando la rapida scomparsa della biodiversità. Oggi solo nove specie di piante rappresentano il 66% della produzione totale, nonostante il fatto che nel corso della storia ne siano state coltivate oltre 6.000 per fini alimentari. Diversificare le coltivazioni è fondamentale per garantire diete sane e tutelare l'ambiente". In un futuro sempre più segnato da aumento delle temperature ed eventi climatici estremi, la tutela della biodiversità sarà indispensabile per aumentare la resilienza delle coltivazioni agricole.

16 ottobre 2019 Elisabetta Intini
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