Foreste tropicali: da serbatoi a emettitori di CO2

L'eccessiva deforestazione trasforma il verde da spugna a emettitore netto di anidride carbonica.

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La foresta tropicale di CucPhuong, in Vietnam.|Shutterstock

Nuove misurazioni satellitari dei cambiamenti nella densità forestale scalfiscono una delle poche sicurezze che avevamo contro il global warming: la degradazione delle foreste tropicali sta trasformando i polmoni del Pianeta da serbatoi a emettitori di CO2.

 

Secondo lo studio pubblicato su Science, queste aree verdi rilasciano, ora, più anidride carbonica di quella che catturano. La ricerca è stata eseguita dagli scienziati del Woods Hole Research Center e dell'Università di Boston osservando 12 anni (dal 2003 al 2014) di foto satellitari , immagini di telerilevamento laser e misurazioni sul campo della copertura forestale tropicale di America, Asia e Africa.

Il confronto ha permesso di stabilire l'entità non solo della deforestazione su larga scala ma anche del disboscamento locale, spesso trascurato in queste indagini: una degradazione parziale e selettiva della vegetazione operata da piccoli agricoltori, che accumulandosi crea danni ingenti.

 

Conti a perdere. Si è visto così che le regioni verdi tropicali sono fonte di anidride carbonica in atmosfera, più ancora che aree di stoccaggio: ogni anno emettono circa 425 teragrammi (ossia milioni di tonnellate) di CO2, più delle emissioni derivanti dai mezzi su strada negli Stati Uniti. Le perdite totali di CO2 sono state di 862 teragrammi all'anno, mentre i "guadagni", dovuti alla crescita della vegetazione capace di sequestrarla, di 437 teragrammi all'anno.

 

I danni più gravi. La situazione peggiore si verifica in America Latina, dove si registra la maggiore riduzione di densità forestale (quasi il 60% del totale delle aree tropicali mondiali) e dove si trova la foresta amazzonica, uno degli ultimi polmoni verdi della Terra. Qui si registra anche il maggiore guadagno di verde (il 43% del totale misurato). Complessivamente, la degradazione delle foreste dovuta alla presenza umana è responsabile del 68,9% delle fughe di C02.

 

Per queste ragioni, il bilancio del carbonio degli ecosistemi tropicali rimane incerto, conclude lo studio. Una ragione in più per impegnarsi nella tutela delle foreste, uno degli ultimi alleati per provare a incontrare gli obiettivi della COP21.

 

01 Ottobre 2017 | Elisabetta Intini