Foreste e farmaci

Laboratori nelle foreste tropicali. Ecco il modo migliore per salvarle, secondo uno studio americano.

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Foreste e farmaci
Laboratori nelle foreste tropicali. Ecco il modo migliore per salvarle, secondo uno studio americano.
Le foreste tropicali, come quella di Panama, possono racchiudere grandi ricchezze in composti da utilizzare nell'industria farmaceutica.
Le foreste tropicali, come quella di Panama, possono racchiudere grandi ricchezze in composti da utilizzare nell'industria farmaceutica.

Il modo migliore di salvaguardare le foreste non è certo la protezione “all'occidentale” che si basa su spinte emotive e non economiche. Secondo Tom Kursar, professore di biologia all'università dello Utah (USA) è molto meglio farle fruttare. E come? Con i farmaci estratti dalle foreste stesse.
Finora l'idea di far fruttare una foresta tropicale attraverso i farmaci che si possono trovare nelle piante e negli altri organismi della foresta non aveva avuto alcun esito, ma uno studio del costo di 3 milioni di dollari (circa 2,63 milioni di euro) svolto nello stato di Panama, ha rivelato che le foreste pluviali possono essere protette se l'industria farmaceutica fonda laboratori nel Terzo Mondo e assume scienziati locali per cercare nuove medicine dalle piante.
Giungla di medicine. La ricerca si basa sull'idea che le nazioni del Terzo Mondo, in cui avviene la maggior parte della deforestazione, cercheranno di conservare le foreste sul loro territorio solo se potranno vedere i ritorni provenienti da industrie a basso impatto, come appunto quelle farmaceutiche. L'attività, che si chiama “bioprospezione”, e potrebbe portare alla scoperta di numerosi farmaci. Purtroppo, per le industrie occidentali la bioprospezione dovrebbe avere un profitto immediato, cosa che non sempre avviene.
Investimenti di lungo periodo. Per questo Kursar lancia la sfida alle industrie occidentali, affermando che sarebbe meglio se gli investimenti avvenissero anche se i ritorni non sono immediati: «Se anche solo una parte degli enormi investimenti dell'industria, dei governi e delle organizzazioni n governative fossero rivolti verso la bioprospezione nei paesi del Terzo mondo, conclude Kursar, le nazioni ricche di biodiversità riceverebbe immediati benefici dall'uso non distruttivo delle loro risorse naturali.
A Panama, i 3 milioni di dollari investiti sono stati rivolti alla costruzione di 10 laboratori per la bioprospezione, insieme a fondi per l'educazione e l'addestramento di non meno di un'ottantina di studenti locali. I primi risultati sono stati interessanti, perché alcuni studenti usciti dalle scuole del progetto hanno già brevettato composti attivi che potranno in futuro combattere la leishmaniosi, una malattia diffusissima nei tropici.

(Notizia aggiornata al 4 ottobre 2003)

01 Ottobre 2003