Focus Live presentato a Roma

Il festival della Scienza di Focus è stato presentato alla giornata su "Mobilità a impatto zero: il futuro è green".

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|Francesca Abbate

«La Stazione spaziale internazionale, in orbita ormai da vent'anni, è stato davvero uno dei primi esempi di economia circolare: a bordo l'acqua e l'aria vengono costantemente riciclati, nulla si perde, nulla si spreca. In questo come in tanti altri campi, le lezioni apprese nello spazio sono l'anticipazione delle tecnologie necessarie per risolvere i problemi sulla Terra».

 

Lo ha detto Umberto Guidoni, che è stato il primo astronauta italiano e europeo a bordo della ISS, intervenendo come "ambasciatore" di Focus Live alla giornata su "Mobilità a impatto zero: il futuro è green" a Piazza di Siena a Roma. L'iniziativa dell'Alis, l'Associazione logistica della mobilità sostenibile, serviva a presentare alternative per ridurre l'impatto ambientale dei trasporti, a cominciare dalle "Autostrade del Mare", e cioè le linee marittime che collegano tra loro i vari porti del Mediterraneo.

 

«L'anno scorso queste rotte hanno tolto dalle strade italiane un milione e mezzo di camion, equivalenti all'emissione di oltre 1 milione e 200 mila tonnellate di CO2», ha ricordato infatti Marcello Di Caterina, direttore generale dell'Associazione, che raccoglie 1300 aziende e 120 linee di Autostrade del Mare.

 

Accanto a Umberto Guidoni, ad anticipare i temi di Focus Live, il festival della divulgazione che farà tappa l'1 e il 2 giugno prossimi al Porto Antico di Genova, c'era anche Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia. Onufrio ha presentato la nuova campagna di Greenpeace nel Tirreno e nel Mar Ligure, che servirà a censire non soltanto le microplastiche (fino a un millimetro di lunghezza), ma per la prima volta a rilevare anche le nanoplastiche, fino a un milione di volte più piccole.

 

«Nanoplastiche e microplastiche ormai sono entrate nella catena alimentare degli abitanti del mare e, di conseguenza, in quella umana», ha ricordato Onufrio. "«Micro e nanoplastiche -  ha aggiunto,  - degradandosi in mare diventano infatti come spugne, capaci di assorbire sostanze dannose, che poi rilasciano nei corpi degli ospiti».

 

Quanto possono farci male? «Non ci sono ancora studi sugli effetti delle nanoplastiche nel corpo umano», ha risposto al convegno di Alis Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, associazione che da quasi 35 anni si batte per la difesa dell'ambiente marino. «Ma se ne conoscono già le conseguenze sui pesci. Ai saraghi, per esempio, fanno cambiare sesso!».

20 Maggio 2019