Ecologia

Cambiamenti climatici: il risveglio dell'EPA nell'era Biden

L'EPA, l'agenzia USA per la protezione dell'ambiente, torna ad occuparsi di clima dopo quattro anni di buio della presidenza Trump. E sembra scoprire l'acqua calda.

I cambiamenti climatici sono causati, almeno in parte, dall'uomo: bella scoperta, potreste pensare, eppure è la prima volta che questa affermazione viene riconosciuta e fatta propria dall'EPA, l'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente. L'organo governativo incaricato, tra gli altri compiti, di assicurarsi che gli americani abbiano aria, acqua e suolo puliti, e che ogni parte della società abbia accesso a informazioni accurate su come tutelare l'ambiente e la propria salute, riemerge da quattro anni di silenzio obbligato imposto da Trump. Una censura che aveva fatto sparire ogni riferimento alla crisi climatica dal sito ufficiale dell'EPA e favorito l'eliminazione di leggi come quelle sul controllo delle perdite di metano durante le attività estrattive.

si (ri)parte con Biden. Il primo atto dell'EPA dell'era Biden, il neoeletto presidente che ha messo l'emergenza climatica in cima alla sua agenda, è la pubblicazione di un rapporto che mostra, attraverso una serie di indicatori appena aggiornata, quanto gli Stati Uniti siano ormai interessati dall'intero spettro di effetti dei cambiamenti climatici. Le temperature sono in crescita, i ritmi delle precipitazioni stagionali stanno cambiando, i fenomeni climatici estremi sono in aumento, e molti di questi eventi sono collegati all'aumento dei livelli di anidride carbonica nell'atmosfera dovuto alle attività umane. E pensare che, come ha fatto notare un portavoce dell'EPA alla BBC, nemmeno nell'era Obama si era mai fatto un esplicito riferimento alle responsabilità antropiche della crisi climatica.

Il nuovo metodo di lavoro dell'EPA, che sembra improntato a un'onesta comunicazione istituzionale, è basato sulla collaborazione con decine di altre agenzie governative, università e organizzazioni impegnate nella difesa del clima. I dati raccolti servono a mantenere aggiornati osservazioni e calcoli riguardo gas serra, meteo e clima, oceani, neve e ghiaccio, salute e società ed ecosistemi, per avere più chiari cause ed effetti dei cambiamenti climatici. Questi dati scientifici alimentano il National Climate Assessment, il "termometro" ufficiale della situazione climatica attuale e futura negli USA.

Che cosa emerge dagli indicatori? Tutte queste informazioni mostrano che gli Stati Uniti sono entrati in una fase climatica senza precedenti, con effetti più visibili e in rapida mutazione, ed eventi estremi con un forte impatto sulla salute dell'uomo e dell'ambiente.

Nel 2020 le temperature oceaniche hanno toccato un nuovo record, mentre l'acqua si è fatta più acida per effetto delle alte concentrazioni di CO2. Molte specie marine in acque statunitensi stanno migrando più a nord o più in profondità, con un notevole impatto sul commercio ittico. L'estensione dei ghiacci artici ha raggiunto il secondo minimo mai registrato, la stagione della loro fusione si è allungata e i ghiacci si sono fatti più sottili e vulnerabili a scioglimenti futuri.

Nell'ultimo decennio, la rapidità di scioglimento dei ghiacciai è cresciuta, Groenlandia e Antartide hanno perso ogni anno miliardi di tonnellate di ghiaccio e il tasso di innalzamento del livello del mare è accelerato. Le inondazioni costiere sono diventate più frequenti, soprattutto nelle città lungo la costa atlantica degli Stati Uniti e sul Golfo del Messico.

Cotti a puntino. Il 2016 è stato l'anno più caldo di sempre, il 2020 lo ha seguito a ruota e l'ultimo decennio è stato il più caldo dal 1880 a questa parte. Le stagioni degli incendi e dei pollini si sono allungate, perché iniziano prima e durano più a lungo. Le ondate di calore si verificano almeno tre volte più spesso rispetto agli anni '60, e intanto il consumo energetico per l'aria condizionata è schizzato alle stelle ed è ora responsabile del 17% del consumo energetico di una famiglia americana media. I casi di malattia di Lyme, un'infezione zoonotica causata da batteri portati dalle zecche, le cui popolazioni sono influenzate anche da fattori climatici, sono raddoppiati dal 1991; ora questi parassiti appaiono in aree geografiche dove un tempo non sarebbero sopravvissuti a causa delle temperature troppo basse.

Un problema di tutti. «Vogliamo raggiungere gli abitanti di ogni angolo del Paese perché non esiste cittadina, metropoli o comunità rurale che non sia toccato dalla crisi climatica» ha detto Michael Regan, nuovo direttore dell'EPA. «Gli americani stanno facendo esperienza degli impatti climatici da vicino e con regolarità crescente».

26 maggio 2021 Elisabetta Intini
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