Energia dai ghiacci

Miliardi di tonnellate di metano sotto il mare. Estrarli o no?

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Energia dai ghiacci
Miliardi di tonnellate di metano sotto il mare. Estrarli o no?

 

Un'immagine della distesa della tundra siberiana, che contiene milioni di tonnellate di idrati di metano.©Nasa.Clicca qui per ingrandire l'immagine (attenzione, l'immagine è di oltre 300 kbyte).
Un'immagine della distesa della tundra siberiana, che contiene milioni di tonnellate di idrati di metano.
©Nasa.
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Si chiamano idrati di metano e potrebbero essere la fonte di energia del domani. Sono una forma cristallina di metano e acqua pura che si genera ad alte pressioni e basse temperature. Abbondano nel permafrost artico e alle grandi profondità oceaniche, dove si calcolano scorte per 100.000 milioni di miliardi di metri cubici. Le stime sono dell'Ufficio per la Ricerca Navale, l'ente che promuove la ricerca scientifica e tecnologica per la Marina americana. Ma gli idrati di metano possono anche essere un'enorme fonte di acqua potabile: «La loro formazione - dice Rick Coffin dell'Ufficio per la Ricerca Navale - libera il sale dell'acqua marina. Per cui quando gli idrati si sciolgono, oltre al metano si produce acqua desalinizzata».
Ma sfruttare questa risorsa non è facile. Se durante l'estrazione si verifica un cambiamento della temperatura o della pressione, gli idrati passano allo stato gassoso, aumentando di volume di 164 volte, con enormi problemi di trasporto e stoccaggio. E chi può vantare i diritti di estrazione? Quali effetti sull'equilibrio geologico può creare un forte prelievo dal fondo oceanico? E ancora, quali conseguenze potrà produrre sul riscaldamento globale un aumento delle emissioni di metano? Il pericolo che un aumento della temperatura della Terra liberi (improvvisamente) una gran quantità di idrati di metano, che a loro volta sono potenti gas serra, è stato paventato già da qualche anno dagli esperti di riscaldamento globale. Un ciclo di incontri scientifici promossi dall'Ufficio per la Ricerca Navale in tutto il mondo intende stimolare ricercatori e politici a trovare le risposte.

(Notizia aggiornata al 13 novembre 2002)

 

13 novembre 2002