Riscaldamento globale e livello dei mari: quale futuro per la Penisola?

Cambiamenti climatici e deriva dei continenti: l'impatto sul Mediterraneo e sul nostro Paese in uno studio dell'Enea.

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L'Italia deve fare i conti con l'innalzamento del livello del mare sia per cause ambientali sia per motivi geologici.|J.C. Izzo

Secondo l'Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove energie, il cambiamento climatico potrebbe avere sul nostro Paese ripercussioni evidenti. Per le caratteristiche geografiche e per conformazione geologica, l’Italia è infatti più esposta di altre zone alle conseguenze dell’aumento delle temperature globali, con il rischio per alcune regioni - in particolare per il Sud - di diventare già in questo secolo sempre più simili al nord Africa, oltre che di vedere sommerse dal mare aree costiere particolarmente vulnerabili.

 

Dallo studio dell'Enea: clicca sull'immagine per ingrandirla. | Enea 2015

33 aree in pericolo. L’Enea ha individuato 33 aree a rischio riportate nella mappa qui a fianco (cliccate sull'immagine per ingrandirla). Nei quadrati gialli in corrispondenza delle località identificate dallo studio, due numeri indicano in millimetri di quanto potrebbe alzarsi il livello del mare in base a due scenari, uno di minore e uno di maggiore gravità.

 

Spiega Fabrizio Antonioli, dell’Enea, tra i ricercatori che hanno lavorato al progetto coordinato da Gianmaria Sannino: «Va sottolineato che l’innalzamento marino non è dovuto unicamente allo scioglimento dei grandi ghiacciai del pianeta, ma anche ai movimenti geologici che l’Italia sta subendo». La nostra penisola, infatti, è sottoposta alla pressione dell’Africa verso nord-est, e ciò porta alcune aree a innalzarsi e altre ad abbassarsi: un fenomeno che non ha nulla a che fare con i cambiamenti climatici ma che in molte zone "lavora" sugli stessi effetti, aggravandoli.

 

Secondo la stessa ricerca il clima del sud Italia sarà sempre più simile a quello del nord Africa, con estati e inverni più aridi e secchi e una crescente carenza di acqua, che porterà al progressivo inaridimento dei suoli, con ripercussioni su agricoltura, attività industriali e salute umana. La ricerca suggerisce anche che l’Italia sarà soggetta a un maggior numero di eventi estremi: alluvioni nella stagione invernale, periodi prolungati di siccità, incendi, ondate di calore e scarsità di risorse idriche nei mesi estivi. Lo stesso scenario si prevede per Spagna meridionale, Grecia e Turchia.

 

 

Il Mediterraneo si sposta. Se per il nostro Sud si prevede un clima nordafricano, per il nord Europa si prospetta un clima mediterraneo: Europa nord-occidentale, Gran Bretagna e Scandinavia dovranno fare i conti con estati molto secche e inverni più piovosi rispetto alla norma. Anche i Balcani settentrionali e la parte sud-occidentale di Russia, Ucraina e Kazakistan avranno un clima sempre più mite caratterizzato da un aumento delle temperature invernali, che potrebbe estendersi fino ad alcune regioni del Nord America.

 

Tutti cambiamenti per i quali è difficile oggi prevedere le conseguenze: saranno certo serie per l'uomo, ma molto gravi per flora e fauna, che hanno bisogno di tempi geologici per adattarsi ai cambiamenti.

08 Dicembre 2015 | Luigi Bignami