Ecologia

(Eco)plastica all'arancia

Dalla buccia d'arancia (e dall'anidride carbonica) una nuova plastica.

(Eco)plastica all'arancia
Dalla buccia d'arancia (e dall'anidride carbonica) una nuova plastica.

Non buttatela via. la buccia d'arancia, ottima per le marmellate e i canditi, ha un nuovo rivoluzionario utilizzo: produrre plastica.
Non buttatela via. la buccia d'arancia, ottima per le marmellate e i canditi, ha un nuovo rivoluzionario utilizzo: produrre plastica.

Non solo del maiale, ma anche dell'arancia, non si butta via niente. Nemmeno la scorza. Un team di ricercatori della Cornell University ha infatti scoperto che dalle bucce del dolce frutto è possibile ricavare un polimero plastico a basso impatto ambientale, idoneo a numerosi utilizzi.
Il nuovo materiale viene ricavato dal limonene, una sostanza oleosa a base di carbonio già utilizzata con successo nell'industria chimica per conferire ai detersivi il classico aroma di agrume.
Il professor Coates e il suo staff hanno sintetizzato il nuovo polimero combinando l'ossido di limonene, un derivato dell'olio di limonene, con l'anidride carbonica. La reazione tra i due elementi è resa possibile da uno speciale catalizzatore realizzato dagli stessi ricercatori: si tratta di una nuova molecola che velocizzando la reazione tra le due sostanze permette di ottenere il carbonato di polilimonene, un polimero plastico del tutto simile al polistirene.
Plastica ecologica. Il polistirene, come la quasi totalità delle materie plastiche, viene ottenuto dal petrolio mediante processi chimici altamente inquinanti. Il polimero del professor Coates, al contrario, non solo utilizza materie prime rinnovabili e a basso costo, ma permette anche di impiegare utilmente l'anidride carbonica prodotta dalle attività umane e responsabile dell'effetto serra.
Auto alla soia. L'idea di ottenere plastiche ecologiche a partire dai vegetali non è comunque nuova: già negli anni '30 Henry Ford inseriva nei pannelli interni delle sue automobili una plastica ricavata dalla soia.
CD ai cereali. Pochi mesi fa un team di ricercatori giapponesi ha messo a punto il MildDisc, un compact disc realizzato con una materia plastica derivata dal mais, che incenerita o sotterrata non lascia sostanze nocive.
Anche i pomodori hanno dimostrato di essere un'ottima materia prima per la realizzazione dell'eco plastica. I ricercatori del CNR di Pozzuoli hanno infatti ricavato dalle bucce del rosso ortaggio un polisaccaride con il quale si possono realizzare buste di plastica a basso impatto ambientale.

(Notizia aggiornata al 24 gennaio 2005)

24 gennaio 2005
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