Ecologia

Dalle corse clandestine ai combattimenti, ecco la "Zoomafia"

Roma, 28 lug. - (AdnKronos) - Un catalogo della violenza organizzata contro gli animali, del malaffare e delle illegalità correlate: è il rapporto "Zoomafia 2015 - delinquenti, trafficanti, affaristi e crimini contro gli animali”, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav. Alla sua 16esima edizione, il rapporto analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2014, dalle corse clandestine ai combattimenti, dalla macellazione illegale alla pesca di frodo nelle acque interne.

“Ogni settore che riguarda gli animali può essere nel mirino della criminalità per sfruttare nuove forme di guadagno - dichiara Ciro Troiano – E’ significativa la continua trasformazione dei gruppi dediti ai traffici a danno di animali e la loro capacità di individuare nuovi canali affaristico-criminali. Del resto il business è grande: sono diversi i miliardi di euro l’anno intascati con i vari traffici clandestini che sfruttano gli animali”.

E' il traffico di cuccioli la prima emergenza criminale, stando a quanto rileva il rapporto. Sono circa 2.000 i cani che ogni settimana arrivano in Italia. Tenendo presente solo i casi seguiti dalla Lav, sono 550 circa i cuccioli sequestrati (dal valore complessivo di circa 440mila euro) e 43 le persone denunciate nel 2014.

Diversi i profili criminali nel variegato mondo dei cavalli: scommesse clandestine, macellazione illegale, furto di cavalli, traffico di farmaci. Del resto i numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalità nell’ippica parlano da soli: solo nel 2014 sono stati 110 i cavalli che correvano in gare ufficiali, risultati positivi a sostanze vietate. Tra le sostanze somministrate ai cavalli anche la Benzoilecgonina (metabolita della cocaina). Sei gli interventi delle forze dell’ordine, quattro le corse clandestine bloccate, 22 persone denunciate, una persona arrestata, dieci i cavalli sequestrati. In 17 anni, dal 1998 al 2014, sono state denunciate 3.344 persone, 1.238 cavalli sequestrati e 111 corse e gare clandestine bloccate.

Poi ci sono i combattimenti tra cani che in Italia sono ritornati ad essere un’emergenza: nel 2014 sono stati sequestrati 28 cani per attività inerenti i combattimenti e denunciate 10 persone per vari reati connessi. Persone denunciate, combattimenti fermati, ritrovamenti di cani con ferite da morsi o di cani morti, furti e rapimenti di cani di grossa taglia, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine Internet o profili di Facebook che esaltano i cani da lotta, segnalazioni: questi i segnali che indicano una recrudescenza del fenomeno.

La situazione del randagismo in alcune aree della Penisola continua ad essere una vera emergenza, e in questo contesto gli animali d’affezione rappresentano un grande affare e attirano gli appetiti di malavitosi, affaristi e imbroglioni.

Secondo i dati raccolti nel rapporto "Zoomafia 2015", sono circa sette i canili, con centinaia di cani, sequestrati nel corso del 2014 per reati che vanno dalla truffa al maltrattamento all’esercizio abusivo della professione di veterinario.

Se a tutto questo si aggiungono il traffico internazionale di animali o parti di essi, la pesca di frodo, gli allevamenti e la macellazioni illegali, il quadro parla di un fenomeno illegale ampio e variegato che conta 24 fascicoli al giorno aperti in tutt’Italia per reati a danno di animali e una persona indagata ogni ora e mezza. A raccogliere i numeri, l’Osservatorio Nazionale Zoomafia che ha chiesto a tutte le Procure Ordinarie (136) e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni (29) i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2014, sia noti che a carico di ignoti, e al numero indagati per reati a danno animali. Le risposte sono arrivate da oltre il 63% delle Procure.

Dall’analisi dei dati delle Procure il rapporto Zoomafia 2015 della Lav rileva che nel 2014, rispetto all’anno precedente, c’è stata una diminuzione dell’1,5%, delle denunce per reati a danno degli animali. Dati in base ai quali la Lav ha anche tracciato una geografia dei reati contro gli animali: la procura con più procedimenti iscritti è Napoli, con 239 i procedimenti e 127 gli indagati. Seguono, nell'ordine, Roma (238 procedimenti e 118 indagati), Cagliari (203 procedimenti e 148 indagati), Verona, Udine, Grosseto, Firenze, Torino, Bergamo e Palermo.

Non sono pervenuti però i dati dalla Procura di Brescia che per anni si è attestata come quella con più procedimenti aperti. Un dato che l'associazione definisce "atipico" è quello della Procura di Vibo Valentia dove non risultano iscritti per l’anno 2014 procedimenti penali per i reati presi in esame. Seguono Latina con 2 procedimenti e 2 indagati, Lamezia Terme con 7 procedimenti e 3 indagati; Vercelli con 9 procedimenti e 3 indagati; Vallo della Lucania con 11 procedimenti e 3 indagati. Nessuna Procura presenta procedimenti sopravvenuti nel 2014 per tutti gli otto reati analizzati, al massimo si arriva a 7 su 8: Bolzano, Palermo, Roma e Santa Maria Capua Vetere.

28 luglio 2015 ADNKronos
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