Ecologia

Dalla pattumiera al biometano per auto, le potenzialità della raccolta dell'organico

E' quanto emerge dall'Annual Report Was-Waste Strategy 2015

Roma, 25 nov. - (AdnKronos) - In materia di rifiuti le imprese crescono, investono e migliorano i risultati. E' boom per la raccolta dell'organico che ha superato la media delle nostre città: il 55% solo per questa contro il 45,2% a cui è arrivata la raccolta differenziata nelle città italiane. Anche dal Sud Italia giungono segnali di nuovo dinamismo. Insomma, è in atto un cambiamento silenzioso e lento ma non per questo meno importante sulla strada dell'economia circolare.

E' quanto emerge dall'Annual Report Was-Waste Strategy 2015 “Trasformazione dell’industria italiana del waste management” elaborato dalla società Althesys e presentato oggi a Roma durante l’iniziativa “Meno rifiuti, più idee”. Una fotografia che non fornisce solo cifre e dati sui rifiuti ma suggerisce politiche di sostegno all'industria di gestione.

I rifiuti urbani aumentano, anche se di poco e nonostante la crisi. La raccolta differenziata è ferma a 20 punti percentuali sotto l’obiettivo di legge, ma diminuisce il ricorso alla discarica (ci finisce solo un rifiuto su tre di quelli prodotti dalle famiglie italiane) mentre aumentano il recupero di materia e il compostaggio.

Se si riuscisse ad aumentare il circuito virtuoso della raccolta dell'umido fino a spingerlo da qui al 2020 a quota 72,5%, con gli scarti della cucina si potrebbe finalmente far partire la filiera del biometano. Anzi, si potrebbe innescare il più formidabile esempio di economia circolare: grazie a questo sforzo di raccolta dell'umido si potrebbero far marciare a biometano le nostre auto (in primis la flotta degli automezzi della nettezza urbana), riducendo le emissioni.

Uno scenario con importanti ricadute occupazionali ed economiche, un sostegno alla diminuzione della dipendenza dalle fonti fossili. Il rapporto Was indica infatti benefici valutabili, a livello economico, in oltre 1,3 miliardi di euro.

Oggi si raccoglie in maniera differenziata il 55% dei rifiuti organici che finiscono nel bidone della spazzatura, 5,7 milioni di tonnellate. L’80% circa (4,4 milioni di tonnellate) viene trasformato in compost, mentre alla produzione di biogas va meno di un decimo dell’organico intercettato, 450mila tonnellate.

Il settore della gestione dei rifiuti urbani è dinamico, con 32 operazioni di finanza straordinaria nel 2014, per 1,2 miliardi di fatturato coinvolto. Althesys prospetta scenari di consolidamento del settore con una proiezione di quasi il 50% del settore in mano ai primi 20 operatori. Quindi aziende più grandi e robuste con maggiori economie di scala, efficienza e capacità di investire per migliorare il servizio ai cittadini.

Ma la vera sorpresa sono i rifiuti prodotti dalle aziende: la gestione dei cosiddetti "speciali" (una quantità circa quattro volte e mezzo quella degli urbani) funziona meglio di quanto non si creda.

Nel 2013 il calo della produzione è avvenuto a un tasso superiore rispetto a quello del Pil e della produzione industriale. Di fatto, tra il 2008 e il 2013 il settore dei rifiuti speciali ha visto un incremento del recupero di materia di oltre il 10%: dal 61,3% al 71,9%.

Minore, rispetto agli urbani, il ricorso alla discarica e alle altre forme di smaltimento (25,5%), mentre è residuale il ruolo dell'incenerimento (2,6%). Insomma, ci si sta spostando verso l'economia circolare con un contributo importante all'economia e all'occupazione. Un comparto con un fatturato di oltre 14 miliardi di euro e oltre 1.300 aziende nel solo segmento del trattamento dei rifiuti.

Di pari passo l'evoluzione dell'industria utilizzatrice dei servizi di waste management. Il focus sui settori energia e food del Was Report mostra, su un campione delle prime 10 aziende di ciascun settore, percentuali di recupero dei rifiuti tra il 75 e il 91%. "Ma - avverte Alessandro Marangoni, ad di Althesys presentando il Rapporto - su questo si registra un ritardo di norme e politiche: l'Unione Europea ripresenterà la direttiva sull'economia circolare solo alla fine del 2015, dopo un ripensamento durato un anno. Mentre a livello italiano, il quadro normativo rimane troppo complesso e frammentato".

Serve un'Autorità indipendente anche per i rifiuti, sottolinea Marangoni, un regolatore indipendente per fornire stabilità e certezza delle regole, definire schemi di gara per l'affidamento del servizio di igiene urbana e costi e livelli di qualità standard, stabilire i criteri di assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani e occuparsi della regolazione della capacità impiantistica.

Un ulteriore ruolo per il nuovo soggetto è quello di indirizzo verso l'implementazione su tutto il territorio nazionale di un sistema di tariffa puntuale, che incentivi i cittadini a incrementare la raccolta differenziata, così da superare l'attuale sistema di tassazione sui rifiuti che permette la sopravvivenza di numerose realtà inefficienti, a danno degli utenti che pagano per un disservizio.

25 novembre 2015 ADNKronos
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