Ecologia

Dal pinguino di Adelia al fringuello alpino, preziose specie di uccelli a rischio

La Lipu con la Coalizione Clima alla marcia per il Clima di Roma

Roma, 27 nov. (AdnKronos) - Gli uccelli 'spie' della salute del pianeta. Come il pinguino di Adelia, nel sud delle Shetland, la fregata minore, nell'Oceano Pacifico, o, sulle nostre Alpi, di specie come pernice bianca e fringuello alpino. A pochi giorni dall’inizio del vertice mondiale di Parigi sul clima (Cop 21), Lipu ricorda quante preziose specie di uccelli siano a rischio estinzione per gli effetti, appunto, dei cambiamenti climatici.

E’ il caso del pulcinella di mare, che nelle ultime tre generazioni è calato del 50% a causa della riduzione degli stock ittici indotti dai cambiamenti climatici, o del pinguino di Adelia, nel sud delle Shetland, dimezzato fin dai tardi anni Settanta. Ancora: della fregata minore, le cui colonie di nidificazione, nell’Oceano Pacifico, sono vulnerabili all’innalzamento del livello del mare, del colibrì di Allen, il cui areale riproduttivo si ridurrà del 90% entro il 2080, mentre solo il 7% di tale areale sarà ancora adatto alla nidificazione. O, sulle nostre Alpi, di specie come pernice bianca, spioncello, sordone, codirosso spazzacamino e fringuello alpino, che ridurranno le proprie popolazioni con percentuali drammatiche, comprese tra il 24% e il 97%, a seconda degli scenari climatici che si verificheranno.

Secondo la Lipu, che domenica 29 novembre parteciperà con la Coalizione Clima, alla Marcia per il Clima di Roma, la grave minaccia dei cambiamenti climatici deve essere affrontata stipulando, al vertice di Parigi, un forte accordo tra i Paesi per abbattere in modo drastico i gas serra. Ma per mitigare i cambiamenti climatici e aiutare la natura e l’uomo ad adattarsi ai cambiamenti - spiega l'associazione - occorre investire anche sulla natura, proteggendo gli ecosistemi che conservano il carbonio (per esempio foreste, zone umide, oceani e torbiere), conservando e connettendo gli habitat per aiutare le specie a muoversi sul territorio (le cosiddette reti ecologiche) e utilizzando gli uccelli selvatici come 'messaggeri' della natura per capire i cambiamenti climatici e prendere adeguate decisioni.

Soluzioni descritte in dettaglio nel report dal titolo 'The Messengers', lanciato da BirdLife International e Audubon Society (BirdLife in Usa). Il report descrive le gravi conseguenze che i cambiamenti climatici stanno provocando sull’uomo e sulla vita selvatica ma suggerisce anche delle soluzioni concrete che aiutano ad adeguarsi a un mondo che si sta sempre più riscaldando.

Molte specie di uccelli selvatici - secondo quanto descritto nel report - saranno infatti costrette a spostare il proprio areale riproduttivo, soprattutto verso nord, cercando nuove zone per sopravvivere. Chi non si muoverà rischierà di essere condannato all’estinzione.

"Il report - spiega Stuart Butchart, capo del settore Scienza a BirdLife International - rende evidente da tutto il mondo che i cambiamenti climatici stanno causando impatti negativi sulle popolazioni di molte specie".

"Solo comprendendo finalmente che gli ecosistemi e la biodiversità e cambiamenti climatici sono strettamente collegati tra di loro si potranno trovare soluzioni soddisfacenti per combattere i cambiamenti climatici", osserva aggiunge Claudio Celada, direttore Conservazione natura Lipu.

27 novembre 2015 ADNKronos
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