Ecologia

Dagli ftalati ai parabeni, ancora troppe le sostanze chimiche tossiche nei cosmetici

Il mondo della bellezza non è esente da peccati ed è per questo che, avverte Greenpeace, occorre tenere alta l'attenzione dei consumatori

Roma, 28 nov. - (AdnKronos) - Etichette complete ma poco comprensibili ai comuni mortali e una miriade di sostanze tossiche per la nostra salute. Dagli ftalati ai parabeni, il mondo della cosmetica non è esente da peccati ed è per questo che occorre tenere alta l'attenzione dei consumatori. Così Chiara Campione, responsabile della campagna Detox per Greenpeace, spiega all'Adnkronos, quali sono le insidie che si nascondono dietro i prodotti di bellezza. Innanzitutto, spiega Campione, “è necessario chiarire che per i cosmetici è obbligatorio esporre la composizione chimica del prodotto”.

Dai profumi ai rossetti alle creme idratanti: “questi prodotti hanno un codice Inci e i composti sono messi in ordine di presenza percentuale”. L'etichetta, dunque, c'è ma, “a meno che non si abbia un dottorato in chimica, è molto difficile da decifrare”. E' anche vero che “in Europa la regolamentazione cosmetica si è molto evoluta, rispetto ad altri paesi. Nei nostri cosmetici, infatti, non vengono più utilizzati alcune sostanze chimiche pericolose come ad esempio il piombo, che veniva impiegato in tutti i cosmetici colorati”.

Questi metalli pesanti, aggiunge Campione, “sono cancerogeni e bioaccumulanti e questo vuol dire che l'organismo non è in grado di espellerli facilmente”. Sempre in Europa, inoltre, “sono vietati prodotti testati sugli animali”. Tutte leggi buone “solo che non ci sono molti controlli e così accade che per i prodotti venduti sulla bancarella non ci sia alcun tipo di garanzia”. Un primo consiglio, quindi “è di acquistare sempre nei negozi autorizzati, dalle farmacie alle profumerie”. Nonostante le garanzie delle leggi, però, secondo il responsabile della campagna Detox per Greenpeace, nei cosmetici vengono ancora utilizzate delle sostanze chimiche pericolose.

Tra le più comuni troviamo gli ftalati: “si tratta di una sostanza molto usata nell'industria chimica e serve a rendere più morbida la plastica. Banditi nei giocattoli per bambini, gli ftalati sono ancora presenti in profumi e deodoranti”. Ci sono poi i parabeni “che si possono trovare nei trucchi, ombretti e fard ma anche nei balsami e vengono utilizzati per la conservazione”. Queste sostanze, sottolinea Campione, “sono tossiche e possono indurre la comparsa di reazioni allergiche”.

Attenzione anche al Sodium lauryl sulfate (Sls): “si trova in tutti i prodotti detergenti e ha la capacità di rimuovere lo sporco e le sostanze oleoso dalla pelle”. Peccato però che “è cancerogeno e allergizzante”. Neanche il talco è innocente e addirittura “può causare l'insorgenza del cancro alle ovaie e disturbi respiratori”. Il triclosano, invece, “utilizzato in prodotti antibatterici e deodoranti, è tossico per il sistema endocrino”.

Purtroppo, spiega Campione, “nessuno nell'industria cosmetica utilizza il principio di precauzione. Questo vuol dire che una sostanza viene utilizzata fino a quando non si dimostra che è pericolosa”. Secondo l'attivista di Greenpeace, dunque, bisogna fare sempre attenzione alle etichette ed evitare di farsi prendere in giro diciture varie come “prodotto naturale” o “bio”. I messaggi veicolati attraverso il packaging, infatti, “non sempre garantiscono il prodotto” e così per il consumatore responsabile la strada è sempre più difficile.

28 novembre 2014 ADNKronos
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