Ecologia

Costa Concordia: bene il turismo, male l'ambiente

Bastano onde di 1,7 m per farla sprofondare.

di
Centinaia di persone vogliono vedere il relitto della Costa Concordia prima che venga rimosso. E avranno tempo fino a primavera. Se non affonda prima...

"La rimozione del relitto slitta di qualche mese, paura per le onde"

Economia del disastro -

disastro della Costa Concordia

Serve altro tempo - Sebbene si tratti di un turismo abbastanza macabro - e mordi e fuggi: durata tipica della vacanza un giorno - è pur sempre un aiuto per la popolazione del Giglio. Aiuto che, tra l'altro, durerà più del previsto perché l'azienda incaricata di rimuovere il cadavere della Concordia ha annunciato che non farà in tempo a finire il lavoro per gennaio 2013, come inizialmente previsto. Molto più probabile che il Giglio verrà liberato da questo ingombrante ospite a fine primavera dell'anno prossimo.

Pericoli per l'ambiente - Il problema vero, invece, è il rischio ambientale derivante dal far trascorrere un intero inverno alla Concordia in quella posizione. Che è precaria, visto che il relitto si è già spostato di qualche decina di centimetri verso il ben noto dirupo sottomarino che la potrebbe inghiottire per sempre. Secondo gli esperti, infatti, basterebbe una mareggiata con onde da 1,7-2 metri per far spostare di parecchio la nave. Onde alte, ma non certo impossibili tra gennaio e marzo. Gli ambientalisti sono in allerta: lasciare affondare la Costa Concordia sarebbe un rischio troppo alto per quello specchio di mare così delicato, prezioso e protetto. L'isola del Giglio, infatti, è all'interno del Santuario dei cetacei. (sp)

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31 agosto 2012
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