Ecologia

Corallo sintetico per pulire gli oceani

La soluzione di un gruppo di ricercatori cinesi si ispira alla natura per combattere l'inquinamento con l'aiuto delle nanotecnologie.

Per cercare di risolvere il problema dell'inquinamento delle acque marine, i ricercatori della Anhui Jianzhu University in Cina hanno deciso di ispirarsi a una delle specie messe maggiormente a richio dal cattivo stato di salute degli oceani: i coralli.

Imitare la natura. I coralli sono tra le forme di vita acquatiche che più soffrono le conseguenze delle attività industriali dell'uomo: assorbono facilmente metalli pesanti come mercurio e piombo e, soprattutto, sono minacciati dall'acidificazione delle acque dovuta ai sempre maggiori livelli di CO2.

Infografica: nanotecnologia, confronto di misure
La scala delle cose: clicca sull'immagine per ingrandirla. © Rice University, Houston; traduzione e adattamento: I.Z.

La capacità di assorbire metalli, che mette in serio pericolo la sopravvivenza delle barriere coralline, ha però fornito lo spunto di partenza ai ricercatori cinesi, che hanno adattato al campo delle nanotecnologie un materiale già impiegato per combattere l'inquinamento marino, ovvero l'ossido di alluminio.

Il composto viene spesso utilizzato in polvere per neutralizzare le sostanze inquinanti diluite nell'acqua, ma durante il processo di assorbimento si agglomera, diventando inutilizzabile dopo breve tempo.

Nanocoralli. La nuova soluzione proposta dagli scienziati prevede di riorganizzare l'ossido di alluminio in nanostrutture simili a quelle dei coralli, ovvero ricche di minuscole arricciature che, aumentando la superficie di contatto del materiale con l'acqua, possono intrappolare una quantità maggiore di agenti inquinanti senza agglomerarsi. Queste barriere sintetiche sono in grado di trattenere 2,5 volte più mercurio rispetto ai metodi tradizionali.

Un nanocorallo fatto di ossido di alluminio. Il segmento in basso a destra misura 500 nanometri (un nanometro equivale a un milionesimo di millimetro). © Elsevier

«L'imitazione di strutture di natura biologica come quelle dei coralli apre scenari promettenti», ha dichiarato il responsabile dello studio, Xianbiao Wang. «Speriamo che il nostro lavoro sia a sua volta fonte di ispirazione per altre ricerche sullo sviluppo di soluzioni simili».

I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Colloid and Interface Science.

24 luglio 2015 Lorenzo Longhitano
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