Se cresce il livello dei mari...

Che cosa accadrebbe se da qui al 2100 la temperatura globale aumentasse di 4 °C? E se crescesse "soltanto" di 2 °C? L'effetto dell'innalzamento del livello dei mari su alcune famose città.

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Le possibili conseguenze su Londra (e sul Big Ben). | ClimateCentral.org and Nickolay Lamm

A che punto siamo con gli accordi globali sul clima? Sono definitivamente superati gli accordi di Kyoto? Riusciremo a mettere d'accordo industria, economia e società, e contenere l'aumento di temperatura globale del pianeta Terra entro i 2 °C?

 

Le risposte a queste domande dovrebbero arrivare - speriamo - in occasione della Conferenza internazionale sul cambiamento climatico, che si terrà a Parigi dal 30 novembre al 11 dicembre 2015. È la COP21, ossia la ventunesima edizione della Conferenza delle Parti (tutti i Paesi del mondo) nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

 

In attesa di conoscere le decisioni della politica, l'organizzazione indipendente americana Climate Central ha cercato di immaginare gli effetti del riscaldamento globale in vari punti a rischio del pianeta seguendo due diversi scenari: uno più catastrofico e uno che presume si faccia qualcosa per contrastare la "febbre" della Terra. Nel primo non facciamo nulla e la temperatura aumenta di 4 °C da qui al 2100; nel secondo ci impegnamo e la temperatura aumenta "solo" di 2 °C [leggi l'approfondimento].

 

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New York, Stati uniti

 

Durban, Sudafrica

 

Londra, Regno Unito

 

Shanghai, Cina

 

Mumbai, India

 

Sydney, Australia

 

Rio de Janeiro, Brasile

 

Qui sotto il video The Climate Scoreboard illustra l'attuale quadro di valutazione sul cambiamento climatico in base all'obiettivo (goal) di contenere l'aumento della temperatura nei limiti prefissati (e da alcuni giudicati insufficienti) e tenendo conto di dati di realtà (business as usual, ossia "come di consueto").

 

COP21: dove portano i negoziati di Parigi
un approfondimento su The Climate Scoreboard

 

27 novembre 2015