Ecologia

Come le città influenzano l’evoluzione delle piante

In risposta all'urbanizzazione, le piante stanno evolvendo strategie simili nelle metropoli di tutto il mondo.

Non crediamo di stupire nessuno se diciamo che l'uomo sta modificando il pianeta e trasformando in modo radicale moltissimi ecosistemi. Le città e le aree urbane in generale sono senza dubbio quelli più colpiti - talmente diversi dal loro stato naturale che la flora e la fauna stanno rapidamente evolvendo in risposta a questa trasformazione.

Dal 2014, il Global Urban Evolution Project si occupa proprio di monitorare questi cambiamenti, nel tentativo di rispondere a una domanda: l'urbanizzazione sta causando un'evoluzione parallela a livello globale? In altre parole, gli esseri viventi che vivono in città stanno sviluppando le stesse strategie di sopravvivenza indipendentemente da dove si trovano nel mondo? La risposta è sì, almeno stando al primo paper pubblicato dal GLUE su Science, e incentrato in particolar modo sulle piante urbane.

Acido antistress. Il paper è il risultato di un lavoro immenso, condotto da 287 scienziati sparsi in 160 città di 26 Paesi diversi, dal Canada al Giappone passando per Australia e Germania. Tutte queste città (Toronto, Monaco, Melbourne, Tokyo...) hanno qualcosa in comune: nei loro prati e nelle loro aiuole cresce il trifoglio bianco (Trifolium repens), una delle piante più diffuse al mondo, nativa di Europa e Africa ma ormai presente in ogni angolo del globo.

Il trifoglio bianco è stato scelto come soggetto di studio proprio per la sua natura cosmopolita. Per scoprire in che modo questa pianta sta rispondendo dal punto di vista evolutivo all'urbanizzazione, gli scienziati del GLUE si sono concentrati in particolare su una sua funzione fisiologica fondamentale: la produzione di acido cianidrico, che serve alla pianta sia per difendersi dagli erbivori, sia per aiutarla a resistere allo stress causato da un'eventuale mancanza d'acqua.

Focus 354 - Aprile 2022
Per scoprire il meraviglioso mondo delle foreste e capire come l’ecologia di questi luoghi sia molto diversa da quella che immaginiamo, leggi anche Il ricamo delle foreste, di Gabriele Ferrari, pubblicato su Focus 354 (aprile 2022). © Focus

Evoluzione parallela. Un'analisi comparata della condizione dei trifoglio bianco in giro per il mondo ha dimostrato una cosa: gli esemplari urbani producono molto meno acido cianidrico rispetto a quelli selvatici. E questo indipendentemente da dove si trovino: un trifoglio del centro di Tokyo produce meno acido cianidrico di uno che cresce nelle campagne, ma ne produce la stessa quantità prodotta da un trifoglio del centro di Londra. Questo perché in città i due fattori sopracitati hanno un peso molto minore sulla sopravvivenza delle piante: gli erbivori sono pochi se non assenti, e raramente alle piante manca l'acqua – uno dei vantaggi del vivere in un ambiente urbano sotto lo stretto controllo degli esseri umani.

Il GLUE sintetizza i risultati dello studio in questo modo: un trifoglio di Toronto e uno di Berlino sono più simili tra loro di quanto lo siano uno di Toronto e uno che cresce in una foresta canadese.

È una prova clamorosa di evoluzione parallela influenzata direttamente dalle nostre attività, e per il GLUE è solo l'inizio di un lungo percorso che si allargherà ad altre piante, e che ci aiuterà a capire anche come comportarci con le specie animali che da queste piante dipendono.

5 aprile 2022 Gabriele Ferrari
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