Ecologia

Come trasformare la spazzatura in acqua cristallina

L'impresa apparentemente impossibile riesce a un mix di batteri specializzati nella digestione di cibo, che accelerano il naturale processo di decomposizione dei rifiuti organici.

Trasformare scarti di cibo in acqua: vi sembra un'utopia? Eppure l'impresa riesce perfettamente a particolari batteri combinati in laboratorio e specializzati nella digestione degli scarti alimentari: agendo in condizioni controllate, possono ricavare acqua dalla spazzatura, senza lasciare residui dietro di sé.

Il processo avviene all'interno di un macchinario di invenzione coreana, perfezionato a Singapore grazie a un massiccio investimento: si chiama Eco-Wiz e consiste in un dispositivo in acciaio inossidabile all'interno del quale, grazie al mantenimento di ottimali livelli di aerazione, umidità e temperatura, si crea un ambiente manipolato in cui speciali microrganismi specializzati nella degradazione di rifiuti alimentari possono decomporre in tutta tranquillità ogni tipo di cibo (bucce di frutta e vegetali, avanzi di carne, pesce a prodotti caseari), in modo più veloce rispetto a quanto avverrebbe in natura. Evitando così di contaminare il suolo e le acque sotterranee.

Batteri e microbi ad personam

Il batterio più grande che dimensioni ha?

Il risultato del lauto "banchetto" dei microrganismi - una miscela di batteri, enzimi ed emulsionanti non dannosi per uomo e animali - è un liquido inodore, cristallino e utilissimo: acqua non potabile, da utilizzare per lavare i pavimenti, innaffiare le piante (è infatti ricca di sostanze organiche e fertilizzanti), o semplicemente scaricabile dagli impianti domestici. La produzione di acqua è direttamente proporzionale alla qualità del rifiuto, con un minimo dell'85% (se tra i rifiuti vi è una presenza importante di avanzi di carne e ossa) a un massimo del 95% (se nella spazzatura vi è invece una grande quantità di scarti di frutta e verdura). I vantaggi? Un notevole risparmio di risorse idriche (scopri quante ne dissipiamo anche senza accorgecene), meno inconvenienti sul piano dello stoccaggio e del trasporto dei rifiuti e meno CO2 emessa, come hanno dimostrato le strutture asiatiche - principalmente grandi alberghi - che per ora hanno adottato il macchinario.
A filtrare le sostanze dannose per gli scarichi fognari prodotte durante la digestione dei batteri (come nitrati, nitriti, ammoniaca) ci pensa invece un bioreattore, che attraverso un sistema ultrafiltrante abbatte drasticamente i componenti nocivi dall'acqua in uscita.

Sai quanta acqua consumi? Scoprilo con un test

Attualmente il dispositivo è destinato alle realtà che producono elevate quantità di rifiuti, come hotel, industrie alimentari, catering. Per questo motivo, come ha spiegato Renée Mison, a capo della società, sono allo studio in Thailandia nuovi brevetti che prevedano batteri specializzati nella digestione di specifiche tipologie di rifiuti: «Così se dovessi vendere il macchinario ad un'azienda che produce insalate, per esempio, potrei immettere i microbi specializzati nella decomposizione delle verdure» ha aggiunto.

Paese che vai, spazzatura che ti ritrovi (guarda)

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14 maggio 2012 Elisabetta Intini
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