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Indonesia: un programma anti povertà ha salvato anche le foreste

Un programma anti-povertà in una regione dell'Indonesia ha contribuito a ridurre del 30% la deforestazione nell'area.

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Indonesia | CRStudio / Shutterstock

Prima del COVID-19 l'Indonesia era un Paese in piena crescita economica ormai da quasi vent'anni, un'esplosione a cui non è però seguita una redistribuzione equa della ricchezza: in molte zone rurali del Paese si vive ancora in condizioni di estrema povertà, al punto che il governo ha dato il via a una serie di programmi volti ad aiutare queste popolazioni. Uno di questi, come si legge in uno studio pubblicato su Science Advances, ha dimostrato di avere un effetto collaterale inaspettato e particolarmente benvenuto in questo periodo storico: ha ridotto la deforestazione nell'area di circa il 30%.

La morte della foresta pluviale. La deforestazione in Indonesia, dovuta a tagli selvaggi (e in molti casi illegali) fatti a scopi commerciali – per liberare superficie agricola, o per foraggiare l'industria del legname – e che in un secolo hanno ridotto la copertura forestale del Paese dagli oltre 170 milioni di ettari di inizio '900 ai meno di 100 odierni. Il programma governativo Keluarga Harapan, avviato nel 2008, non si propone esplicitamente di combattere la deforestazione, ma è servito per trasferire grosse quantità di denaro in aree molto povere, e quasi sempre colpite indirettamente dagli effetti negativi del taglio selvaggio di alberi.

 

Il team composto da Paul Ferraro della Johns Hopkins University e Rhita Simorangkir della National University of Singapore ha quindi provato a capire lo stato di salute della foresta pluviale indonesiana nelle aree sostenute dal programma, analizzando più di 250.000 famiglie distribuite in 7.468 villaggi che sorgono al confine con aree forestali.

 

Più soldi, meno tagli. I risultati sono piuttosto chiari: dove sono arrivati i soldi, la deforestazione è calata del 30%, e ancora di più in aree forestali scampate a tagli precedenti. Il motivo è che, come si legge nello studio, «le famiglie povere dipendono dalla deforestazione per procurarsi beni di consumo e come assicurazione in caso di shock economico»; deforestazione che, aggiungiamo noi, è illegale nell'80% dei casi. Sostenere economicamente queste famiglie e aiutarle a diventare indipendenti senza appoggiarsi ai tagli illegali è quindi un modo non solo per sconfiggere la povertà, ma anche per proteggere la foresta. In conclusione, scrivono Ferraro e Simorangkir, «combattere la povertà deve avere necessariamente dei costi ambientali? In Indonesia abbiamo le prove che, sotto certe condizioni, la risposta è "no"».

 

21 giugno 2020 | Gabriele Ferrari