CO2: o la respiri o la solidifichi

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Deserto dell'Oman |

Un gruppo di ricercatori americani scopre un modo per trasformare l'anidride carbonica in roccia: può funzionare? È la soluzione giusta? (Riccardo Meggiato, 27 dicembre 2008)

Nella mitologia, re Mida aveva ricevuto da Dioniso il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava. La peridotite, una roccia composta in buona parte dal peridoto, funziona un po' allo stesso modo, ma è più selettiva: a contatto con anidride carbonica (CO2), la trasforma in calcite e altri minerali, assolutamente innocui. La scoperta è di Peter Kelemen e del suo gruppo di ricerca, della Columbia University, e può forse offrire una risposta ad alcuni dei problemi provotati dall'eccesso di CO2 in atmosfera. La peridotite, presente in vari luoghi del mondo, è particolarmente diffusa in Oman, dove ricopre circa la metà delle coste. E grazie anche solo a questi "giacimenti", Kelemen e il geochimico Jurg Matter stimano che sarebbe possibile convertire in minerali quattro miliardi di tonnellate di CO2 all'anno. Vale a dire circa un ottavo di quella oggi prodotta a livello mondiale. Sembra il classico uovo di Colombo, ma come funzionerebbe il tutto? I ricercatori pensano a un sistema di "fori" (simili a quelli dei pozzi petroliferi) scavati nello strato costiero di peridotite. L'anidride carbonica, filtrata e "catturata" dalle industrie, verrebbe portata fino ai giacimenti e convogliata nel sistema di pozzi, dove, per contatto diretto con la peridotite, avverrebbe la reazione. Per accelerare quest'ultima, si potrebbe fornire inizialmente del calore, che in seguito non sarebbe più necessario: la formazione di carbonato (uno dei prodotti della conversione della CO2), infatti, sprigiona calore, il quale sarebbe poi riutilizzato dalla reazione stessa.

 

RISUCCHIATA VIA DALL'OCEANO
Il principio e il sistema, per adesso puramente teorici, potrebbero portare anche a qualcosa di più, che lo stesso Kelemen definisce «molto intrigante». L'idea sarebbe quella di sfruttare la capacità dell'acqua di assorbire la CO2 dall'atmosfera fino all'equilibrio chimico: l'acqua potrebbe essere convogliata nel sistema di pozzi e, complice il calore del sole, la reazione sarebbe velocissima e permetterebbe così di rinnovare in continuazione la capacità di assorbimento dell'acqua stessa e di depurare l'aria.
CALIFORNIA O GRUVIERA? Anche se deve essere sottoposto alla prova dei fatti, il sistema ipotizzato da Kelemen e colleghi appare semplice quanto ingegnoso. Ma per adesso non scioglie alcuni dubbi. Il primo riguarda la simpatica "bucherellatura" delle coste e delle distese di peridotite: non sappiamo che cosa hanno da dire in proposito i cittadini dell'Oman, ma siamo pronti a scommettere che i "bay watcher" californiani non sarebbero granché felici di vedere trasformate le loro coste (ricche di silicati) in gruviera. Il secondo dubbio è più "geologico": la reazione tra peridotite e CO2 forma carbonato e altri minerali, certo innoqui, ma che alla fin fine formano delle rocce. Alcune si sgretolerebbero, altre rimarrebbero intatte, ma comunque tutte crescerebbero sull'imboccatura dei pozzi. Considerata tutta la CO2 presente nell'atmosfera, si formerebbero enormi ammassi di roccia... passata la curiosità turistica, come liberarsene e tenere in perfetto equilibrio il panorama e il sistema?

 

27 dicembre 2008