Ecologia

Possiamo seppellire la CO2 sotto l'oceano?

Lo stoccaggio dell'anidride carbonica sotto il pavimento oceanico sarebbe fattibile e durerebbe per l'eternità: una nuova arma contro la crisi climatica?

Per provare a limitare gli effetti dei cambiamenti climatici, da una parte, si lavora per ridurre le emissioni di CO2, dall'altra si pensa a eliminare l'anidride carbonica già presente nell'atmosfera. Come? Per esempio seppellendola sotto l'oceano: è allo studio un modo per stoccare la CO2 nei sedimenti al di sotto dei fondali oceanici. In teoria, una volta immagazzinata, l'anidride carbonica non dovrebbe più fuoriuscire, per effetto della pressione dell'acqua. La domanda degli scienziati è però "per quanto tempo potrebbe rimanere intrappolata nei sedimenti?". Una risposta viene ora da uno studio pubblicato su Chemical Engineering Journal.

A sinistra, Praveen Lingo con un collega di fronte al sistema opportunamente studiato per ricreare le condizioni dei fondali oceanici.
A sinistra, Praveen Linga in laboratorio. Dirige il team di ricercatori della National University of Singapore che ha realizzato un sistema per ricreare le condizioni dei fondali oceanici: lo hanno utilizzato per testare la possibilità di stoccare anidride carbonica sotto ai fondali oceanici. © NUS (National University of Singapore)

In una gabbia di ghiaccio. I ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Chimica e Biomolecolare della National University of Singapore hanno dimostrato in modo sperimentale la stabilità degli idrati di anidride carbonica nei sedimenti oceanici. Gli idrati si formano quando l'anidride carbonica viene miscelata con acqua ad alta pressione e bassa temperatura, ossia proprio le condizioni che ci sono nei fondali oceanici. Si crea cioè una sostanza simile al ghiaccio che funziona come una cella frigorifera dove l'esterno è composto da molecole di acqua e l'interno da anidride carbonica.

Stando allo studio, in un metro cubo di idrati si possono immagazzinare fino a 184 metri cubi di anidride carbonica. Spiega Praveen Linga, a capo del team di ricercatori: «I nostri risultati derivano da un lavoro sperimentale unico nel suo genere, ma speriamo che quanto ottenuto possa stimolare ulteriori ricerche che confermino i nostri studi».

l'oceano in laboratorio. I ricercatori hanno ricreato le condizioni di pressione e temperatura che sussistono sotto centinaia di metri di acqua e decine di metri di sedimenti al cui interno vengano intrappolati gli idrati di anidride carbonica. Dopo un periodo di 30 giorni non vi era stata alcuna alterazione degli idrati sottoposti alla sperimentazione. «Per avere ulteriori certezze, però, sarebbe necessario sottoporre gli idrati a periodi di sperimentazione più lunghi», spiega Linga, «anche se dai nostri dati la situazione non dovrebbe variare nel tempo.»

Il gruppo di ricerca ora lavorerà per dimostrare la stabilità degli idrati di anidride carbonica per un periodo di almeno sei mesi. Il futuro? Questa tecnologia potrebbe essere sviluppata su scala commerciale e a costi relativamente bassi: si potrebbero sequestrare dall'atmosfera più di due milioni di tonnellate di anidride, per seppellirla sotto forma di idrati nei sedimenti marini per un tempo potenzialmente "eterno" per l'uomo.

 

27 marzo 2022 Luigi Bignami
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