Thailandia, 8 kg di plastica nello stomaco di un cetaceo: #BeatPlasticPollution!

Perché #BeatPlasticPollution è il motto della Giornata mondiale dell'ambiente 2018? Leggete la storia del gigante marino ucciso per avere ingerito sacchetti di plastica.

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Un globicefalo: questi mammiferi marini sono largamente distribuiti e hanno una predilezione per le acque profonde.|Barney Moss, Flickr

Un globicefalo (gen. Globicephala), un grosso cetaceo della famiglia dei Delfinidi, ma dai comportamenti simili a quelli di una balena, è morto qualche giorno fa nelle acque della Thailandia per aver fatto indigestione di sacchetti di plastica abbandonati in mare. La vicenda riportata dalla Agence France-Presse è di triste attualità nel World Environment Day, la Giornata mondiale dell'ambiente, che si celebra il 5 giugno, dedicata quest'anno proprio al tema dei rifiuti di plastica che soffocano gli oceani.

 

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Denutrito. Secondo il Dipartimento delle risorse marine e costiere della Thailandia l'esemplare, un maschio, era stato trovato in condizioni critiche lunedì 28 maggio in un canale del sud del Paese, al confine con la Malesia. Un team veterinario ha provato a stabilizzare e nutrire il cetaceo che è però morto venerdì 1 giugno, dopo aver vomitato cinque sacchetti di plastica. Una successiva autopsia ha rivelato, nello stomaco dell'animale, la presenza di oltre 80 buste di plastica, per un peso complessivo di 8 kg.

 

Per i biologi marini che hanno provato a salvare il globicefalo, che da adulto può raggiungere i 6,1 metri e le 3 tonnellate di peso, l'animale potrebbe aver scambiato i sacchetti per cibo e, una volta ingerita la plastica, potrebbe non essere stato più in grado di alimentarsi normalmente.

 

#BeatPlasticPollution, giornata mondiale dell'ambiente 2018
A febbraio, un capodoglio di 10 metri è stato trovato morto su una spiaggia della Murcia, in Spagna, con 29 kg di rifiuti di plastica nello stomaco. Nella foto: 80 buste di plastica, ovvero il contenuto dello stomaco del globicefalo morto in Thailandia. | Social Media/Reuters

 

Piaga globale. La Thailandia è uno dei maggiori utilizzatori di sacchetti di plastica al mondo: ogni anno in queste acque vengono ritrovati senza vita circa 300 animali, tra globicefali, delfini e tartarughe marine, periti per l'ingestione di rifiuti lasciati dall'uomo.

La responsabilità di un problema complesso e globale come l'inquinamento da plastica non può però ricadere su di un singolo Paese. Secondo il Programma per l'Ambiente dell'Onu (UNEP), ogni anno riversiamo in mare 8 milioni di tonnellate di plastica, che costituiscono l'80% dei rifiuti oceanici. La Grande chiazza di immondizia del Pacifico, il più eclatante deposito di spazzatura antropica nei mari, potrebbe essere 16 volte più estesa di quanto si credesse, e comprendere 1,8 trilioni (miliardi di miliardi) di pezzi.

 

Ridurre la nostra dipendenza dalla plastica, in particolare da quella monouso, sarà una delle sfide ambientali più importanti per gli anni che ci attendono: il motto per tutti è #BeatPlasticPollution - l'hashtag scelto per la Giornata per l'ambiente 2018.

 

05 Giugno 2018 | Elisabetta Intini