Ecologia

Cemento sostenibile, meno emissioni e più combustibili alternativi.

Lo rileva il secondo Rapporto di Sostenibilità presentato dall'Aitec: tra 2011 e 2013 meno emissioni, più combustibili alternativi e 120 milioni di euro investiti in tecnologie e innovazioni volte all'abbattimento degli inquinanti.

Roma, 3 feb. - (AdnKronos) - Un abbattimento del 15% delle emissioni specifiche di ossidi di azoto, del 32% degli ossidi di zolfo e del 20% delle polveri, mentre il risparmio di emissioni di Co2 aumenta del 44% e cresce anche il ricorso ai combustibili alternativi: +4%. Forte anche di investimenti in tecnologie di abbattimento degli inquinanti pari a 120 milioni di euro, il settore del cemento migliora le proprie performance ambientali nel triennio 2011-2013, così come rileva il secondo Rapporto di Sostenibilità presentato da Aitec.

Il rapporto dell’associazione, che unisce i produttori di cemento in Italia, rendiconta tutte le azioni significative in materia di sostenibilità nel triennio 2011-2013 delle aziende associate, che rappresentano circa il 90% della produzione nazionale di cemento. LAitec è stata la prima associazione di settore a redigere un rapporto di sostenibilità.

L’industria italiana del cemento è a un punto di svolta e punta su investimenti e innovazione con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale dei processi produttivi, impegno che non è venuto meno nonostante la situazione congiunturale che ha portato nel 2013 la produzione di cemento delle aziende oggetto dell’analisi a scendere a 20,5 milioni di tonnellate.

Sul fronte della performance ambientale, è significativa la riduzione delle emissioni specifiche medie del settore (valutate per singola tonnellata di clinker), indipendenti dai livelli di produzione e dal calo dovuto alla crisi. Nel triennio rendicontato si registra infatti una diminuzione dei principali parametri emissivi, frutto di investimenti in tecnologie di abbattimento degli inquinanti.

Registrato inoltre un incremento del risparmio delle emissioni totali di Co2 del 44%. Nel 2013 il Rapporto evidenzia una riduzione delle emissioni di Co2 climalteranti pari circa 305.000 tonnellate in virtù del maggior tasso utilizzo dei combustibili alternativi, aumentato dall’ 8 all’11,4% (+4%).

Il tasso di sostituzione delle materie naturali con scarti derivanti da altri processi industriali nel 2013 si è attestato al 6,5% in crescita di due punti percentuali rispetto al 4,3% registrato nel periodo precedente. Anche la percentuale di siti estrattivi aventi un piano di gestione della biodiversità è aumentata dal 12 al 13% nel 2013.

Principali sfide per il futuro per la sostenibilità del settore restano il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti attraverso la riduzione del consumo di combustibili fossili non rinnovabili e l’aumento dell’utilizzo di combustibili alternativi per diminuire ulteriormente le emissioni specifiche di Co2, il miglioramento delle prestazioni ambientali compatibilmente con lo sviluppo tecnologico e del mercato nonché la realizzazione di cementi di miscela innovativi a minor impatto ambientale.

3 febbraio 2015 ADNKronos
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