Capodanno col botto... senza botti

Le polveri metalliche rilasciate con botti e fuochi d'artificio provocano un vertiginoso aumento del PM10 in atmosfera. E se per quest'anno, provassimo a farne a meno?

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Le polveri metalliche presenti nei fuochi d'artificio rimangono nell'aria per diversi giorni dopo Capodanno. Photo credit: © Barry Lewis/In Pictures/Corbis

Se volete una fine dell'anno "col botto" accontentavi di quello della bottiglia di spumante. Agli altri sarebbe meglio rinunciare, innanzi tutto per motivi di sicurezza, e poi, questione non meno importante, per ragioni legate alla salute nostra e dell'ambiente. Secondo l'allarme lanciato dal Codacons, l'associazione dei consumatori, lo scorso anno, i fuochi d'artificio - anche quelli legali - non solo sono pericolosi per l'incolumità di chi li maneggia (argomento che non tratteremo in questa sede ma che balza tristemente alla cronaca ogni primo dell'anno). Ma, anche quando esplodono correttamente, provocano un vertiginoso aumento delle polveri sottili presenti nell'aria.
Recenti studi hanno portato alla luce il mix di sostanze che compongono questi tradizionali esplosivi: tra i metalli usati come propellenti e coloranti troviamo polveri di stronzio (rosso) bario (verde), rame (blu), alluminio e titanio (argento) e ferro (oro). Una ricerca effettuata a Girona (in Spagna) dopo una festa popolare ha evidenziato come questi veleni rimangano nell'aria a lungo. Due ore di fuochi d'artificio sono sufficienti per far persistere le polveri in atmosfera per quattro giorni. Immaginate che cosa può succedere dopo un'intera notte passata a sparare botti.

Secondo Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, «il primo dell'anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo». Un danno ambientale che serie ripercussioni sulla salute dei più deboli di costituzione: «Per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell'aria cresce del 3% il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a 100 microgrammi il rischio aumenta del 20%». Questo surplus di polveri, in città molto grandi e normalmente alle prese con il superamento dei tetti di PM10 consentiti, rischia di aggravare una situazione già precaria.
A correre i rischi maggiori sono, come spesso accade, bambini, anziani, asmatici e tutti quelli che soffrono di problemi respiratori.

Forse, alla luce di questi dati, potremmo inventarci un modo più eco (e human) friendly di augurarci buona fine e buon inizio. Che cosa ne pensate? Avete mai festeggiato con i fuochi d'artificio? Il vostro Capodanno sarà "verde"? Lasciate un commento e... buone feste!

26 Dicembre 2011 | Elisabetta Intini