Bitcoin e global warming: oltre il tetto dei +2 °C entro due decenni

Uno studio conferma gli effetti deleteri della valuta virtuale sulle emissioni di CO2: se continuerà a crescere con questi ritmi, basterebbe da sola a farci sforare dalla soglia limite degli Accordi di Parigi.

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Nelle "miniere" di Bitcoin, migliaia di computer lavorano insieme per analizzare la complessa crittografia che garantisce la sicurezza delle transazioni.|Shutterstock

La questione dell'impatto della produzione di Bitcoin sul clima globale non è nuova: da tempo gli esperti di emissioni globali sostengono che l'attività di mining - ossia di controllo, validazione e crittografia della criptomoneta - sia estremamente dispendiosa in termini energetici. La complessità di calcolo per verificare la serie di passaggi che garantisce la sicurezza di queste transazioni richiede l'utilizzo di processori sempre più potenti: il loro consumo di energia è il prezzo ambientale che si paga per questa valuta. 

 

Solo una questione di tempo. Ora uno studio dell'Università delle Hawaii a Manoa prova a dare un orizzonte preciso a questi consumi (e alle emissioni di cui sono responsabili). Se i Bitcoin continueranno a crescere e a diffondersi come hanno fatto altre tecnologie nell'ambito di trasporti, della nutrizione e dei consumi domestici, da soli potrebbero produrre emissioni di CO2 sufficienti a farci oltrepassare la soglia dei +2 °C dall'era preindustriale entro il 2033. Se il loro sviluppo sarà più lento, a questo limite arriveremo comunque, sebbene più lentamente: per sforare il tetto dei +2 °C impiegheremo 22 anni, come spiega l'analisi pubblicata su Nature Climate Change.

Una strada impercorribile. I ricercatori hanno considerato la potenza di calcolo necessaria ai computer per minare i Bitcoin, la località geografiche delle "miniere" di valute virtuali (le più grandi si trovano in Cina) e le emissioni di CO2 necessarie a produrre elettricità in questi Paesi. In base a questi dati, nel 2017 l'estrazione di Bitcoin è stata responsabile dell'emissione di 69 milioni di tonnellate di CO2.

 

Quindi, hanno fatto una stima delle emissioni cumulative dei Bitcoin se il loro utilizzo dovesse diffondersi allo stesso ritmo di altre tecnologie considerate responsabili di emissioni dannose. Il risultato è che, sempre che non si trovino forme di valutazione più sostenibili per la criptomoneta, il suo attuale metodo di estrazione è insostenibile, per gli standard climatici richiesti dagli ultimi trattati internazionali sul clima.

 

30 Ottobre 2018 | Elisabetta Intini