Il bus che va a... cacca. Ovvero biocarburante verde dalla toilette

Messo a punto nel Regno Unito un biometano ricavato da residui di fogna e scarti alimentari. Viene utilizzato come carburante per gli autobus e come gas domestico. Ma... la puzza?

8178624-large
L'autobus che va a... a cacca nella sua livrea autoesplicativa.

Inquina poco, consuma poco e, a detta di chi ci è salito, non puzza neanche un po’: stiamo parlando del nuovo autobus a biometano che collega la cittadina inglese di Bath con l’aeroporto di Bristol.


E la considerazione olfattiva non è affatto di poco conto visto che il gas utilizzato dal mezzo è ottenuto da residui organici di origine umana (sì, insomma… le feci recuperate dalle fogne), scarti di cibo e altre sostanze di rifiuto dell’industria alimentare.

 

Batteri buoni. Questo disgustoso miscuglio viene trasformato in metano e CO2 all’interno di speciali vasche di fermentazione, grazie alla collaborazione di batteri anaerobici. Al termine del processo la CO2 viene eliminata e si aggiunge del gas propano. Un ultimo passaggio tra potenti filtri elimina le impurità e di consguenza (e per fortuna) anche la puzza.
 

 

GENeco, l’azienda che porta avanti il progetto, produce ogni anno oltre 17 milioni di metri cubi di biometano, sufficienti a soddisfare le esigenze energetiche di oltre 8.000 abitazioni. E da qualche giorno il biogas di GENeco viene pompato anche nella rete di distribuzione domestica. Quindi, con buona pace dei più schizzinosi, viene utilizzato anche per cucinare.

Quanta ne fai? Secondo i calcoli dei ricercatori ogni anno ciascuno di noi produce scarti organici e avanzi di cibo sufficienti per far percorrere a un autobus circa 30 km: ciò significa che una famiglia di 5 persone può contribuire, in media, a un pieno del mezzo. Non poco!

 

 

«Il biometano di origine umana può soddisfare il 10% delle necessità energetiche complessive del Regno Unito», ha spiegato alla stampa Charlotte Morton, manager della Anaerobic Resources and Biodigestion Association. «L’autobus dimostra che anche quello che c’è nelle nostre fogne e nelle nostre pattumiere può trasformarsi in una risorsa importante per l’ambiente e per il portfogli».
 

21 Novembre 2014 | Rebecca Mantovani