Bici+mezzi vs traffico: così a Roma aumenterebbero benessere e posti di lavoro

Un modello che stenta a decollare e restano troppe lacune, ma secondo la Fiab raggiungendo il 25% di spostamenti in bicicletta a Roma potrebbero crearsi oltre 3.200 nuovi posti di lavoro. Senza contare l'appeal turistico.

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|ADN Kronos

Roma, 5 mar. - (AdnKronos) - Un'offerta di trasporto pubblico inadeguata; sistemi alternativi che stentano a decollare; infrastrutture e servizi dedicati alla ciclabilità carenti. E' la fotografia della mobilità a Roma, dove l’uso intensivo del mezzo privato causa forti livelli di congestione dai notevoli risvolti economici, ambientali, sociali. Roma ha circa 2,8 milioni di abitanti, sui 5,6 milioni della regione Lazio nel suo complesso, questo significa che metà della popolazione è concentrata in appena l’8% del territorio laziale.

 

Negli ultimi venti anni, la popolazione si è spostata nelle periferie e nei comuni della cintura e oggi un terzo della popolazione provinciale abita nei 120 comuni satelliti dell'area metropolitana spostandosi anche su lunghe tratte per raggiungere Roma. Aumentano le distanze medie degli spostamenti casa-lavoro e con loro i problemi di congestione sulle direttrici di ingresso a Roma a fronte di una mobilità più sostenibile che stenta a decollare.

 

La soluzione? L'uso combinato della bici con altri mezzi (treno, metro, autobus, tram) per incrementare gli spostamenti a due ruote in città anche per distanze medie e lunghe o da periferie, aree metropolitane, zone extraurbane. Tema al centro del seminario “Intermodalità tra sistemi di trasporto sostenibile” di oggi a Montecitorio, promosso da Federazione Italiana Amici della Bicicletta in collaborazione con il Gruppo Interparlamentare per la mobilità nuova e ciclistica.

 

Una mobilità più sostenibile avrebbe effetti positivi non solo sull'ambiente e la qualità della vita. “Si è stimato per la città di Roma un potenziale di oltre 3.200 nuovi posti di lavoro se solo si raggiungesse il 25% di spostamenti in bicicletta”, spiega Beatrice Galli, presidente Fiab Roma Ruotalibera. Senza contare l'appeal turistico che una città come Roma potrebbe avere se fosse più bike-friendly, anche in considerazione dei numeri in crescita del cicloturismo.

 

Ma perché il sistema funzioni servono le necessarie infrastrutture: un trasporto pubblico efficiente, parcheggi bici nei nodi di scambio in stazioni e capolinea, accessibilità alle stazioni per il carico bici a bordo, postazioni di bike sharing. “Nonostante il gruppo Fs Italiane abbia ribadito anche recentemente la sua attenzione al tema relativo al miglioramento dei servizi che facilitano l’utilizzo della bicicletta per raggiungere le stazioni - continua la Galli - allo stato attuale questi, nelle stazioni ferroviarie romane sono carenti o assenti”.

 

Non va meglio nelle metropolitane di Roma, affidate ad Atac. Ancora carenti le corrette informazioni su regolamento, accessibilità alle stazioni, presenza parcheggi di scambio per le biciclette, percorsi per le bici nelle stazioni. In seguito alle richieste dei ciclisti romani relative al trasporto delle bici sui mezzi pubblici, qualcosa si è mosso con l'iniziativa "bike friendly", ma restano lacune informative su orari, linee e modi d'uso, per rendere realmente fruibile il servizio, che comunque deve fare i conti con l'affollamento delle vetture, mentre per le postazioni di bike sharing, ad ora inesistenti, si è in attesa di un nuovo bando.

 

“L’intermodalità tra i diversi mezzi di trasporto è una necessità imprescindibile per lo sviluppo di una mobilità sostenibile, per la quale ci battiamo da anni - dice Giulietta Pagliaccio, presidente nazionale Fiab - Il campo di intervento strutturale e legislativo, affinché l’incremento della mobilità ciclistica quotidiana e del cicloturismo possano finalmente diventare elementi determinanti al nuovo modello di sviluppo del nostro Paese, si articola in provvedimenti semplici e economicamente poco impegnativi, ma essenziali”.

 

“Per fare qualche esempio – continua Pagliaccio - cito solo la necessità di dotare le stazioni di interscambio di parcheggi sicuri dedicati alle biciclette, attrezzare le scale di accesso ai binari di canali o scivoli per le due ruote, incrementare il bike-sharing urbano”. L’intermodalità con sistemi di trasporto sostenibile abbraccia, inoltre, tutte le forme di spostamento dal treno agli altri servizi di linea urbani e interurbani. L'incontro di oggi è anche uno dei primi eventi di avvicinamento agli Stati Generali della Mobilità Nuova in programma a Bologna, dal 10 al 12 aprile prossimi.

 

05 Marzo 2015 | ADNKronos

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