Quanto si può pedalare prima che l'inquinamento vanifichi i vantaggi dell'esercizio fisico?

Molto più di quanto richiede una normale tratta casa-ufficio. Abbiamo fatto i calcoli per le principali città italiane: a Milano, per esempio, 3 ore e 45 minuti; a Roma ben 8 ore. Quindi... pedalare!

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Giovani cicliste a Berlino.|Gordon Welters/laif/contrasto

Una pedalata per arrivare al lavoro allena il fisico e fa bene all'ambiente, ma i ciclisti sono costretti a respirare da vicino le peggiori esalazioni cittadine. Fino a che punto, quindi, conviene scegliere le due ruote? Le emissioni inquinanti vanificano i benefici dell'attività fisica?

 

L'opzione migliore. La risposta è no: fino a una soglia piuttosto alta - più alta di quella raggiunta dalla maggior parte di noi - optare per le due ruote rimane comunque la scelta più salutare. Lo dicono i risultati di una ricerca dell'Università di Cambridge che ha confrontato i dati sull'inquinamento nelle principali città con quelli sull'effetto sulla salute dei ciclisti.

 

Il limite da non superare. L'inquinamento uccide fino a 5 milioni di persone all'anno, ma fino ad ora non erano ancora stati svolti studi sul rapporto costi-benefici del muoversi in bici. I ricercatori di Cambridge hanno inserito i dati sull'inquinamento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in avanzati modelli computerizzati, calcolando il punto di non ritorno oltre il quale pedalare fa più male che altro.

 

Niente più scuse. Hanno così scoperto che, anche nelle città più inquinate del mondo (in India) ci si può muovere in bici per almeno mezz'ora al giorno, prima i danni delle emissioni respirate sorpassino i vantaggi dell'attività fisica. Ma il limite è persino 16 maggiore nelle principali città europee, come si vede nella tabella qui sotto.

Alcuni distinguo. I ricercatori hanno potuto inserire nel modello un solo indicatore, e hanno scelto il particolato fine (PM 2,5) che penetra profondamente nei polmoni. È certamente un limite importante di questo studio, ma anche tenendo conto di altri agenti dannosi, come il PM 10 o l'ossido d'azoto, i valori non cambierebbero in modo significativo.

 

Inoltre, hanno calcolato che i ciclisti siano due volte più esposti allo smog rispetto alla media, anche se molte città hanno "sacche" in cui l'esposizione è maggiore. Ma di nuovo il messaggio non cambia: muoversi su due ruote, a patto che lo si possa fare in sicurezza, rimane comunque la scelta giusta.

 

I dati delle città italiane (dati 2013)

Pedala che ti passa. «Non mettiamo in dubbio il fatto che l'inquinamento uccida, ma lo farebbe anche se stiamo seduti a casa» dice James Woodcock, tra gli autori. «Tenersi fisicamente attivi, anche nelle città inquinate, può minimizzare questo rischio. È vantaggioso per tutti».

Certo se poi nelle nostre città diminuisse anche l'inquinamento, sarebbe meglio.

 

18 Maggio 2016 | Elisabetta Intini