Australia, l'herpes contro le carpe aliene

Il piano di contenimento della specie invasiva prevede di rilasciare nei fiumi un virus che prenda di mira questi pesci: una strategia non priva di rischi, ribattezzata "Carpageddon".

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Una carpa depone le uova su fondali bassi, in un fiume. | Roger Powell/Nature Picture Library/contrasto

Il governo australiano ha stanziato un piano da quasi 10 milioni di euro per l'eradicazione della carpa comune (Cyprinus carpio), una specie invasiva che funesta i fiumi del paese. La sua eliminazione avverrà con una strategia singolare: rilasciando nei corsi d'acqua un ceppo di virus herpes innocuo per l'uomo a cui il pesce è sensibile.

 

Correre ai ripari. L'operazione denominata "Carpageddon" - alla quale il CSIRO, l'agenzia per la ricerca scientifica del governo federale australiano, lavora da 7 anni - si è resa necessaria perché l'animale, inizialmente destinato all'itticoltura e introdotto accidentalmente in natura nel 1859, sta decimando le specie autoctone, con le quali compete per il cibo.

 

La carpa è molto prolifica e nel sistema formato dai fiumi Murray e Darling, dove è maggiormente diffusa, è arrivata a costituire l'80% della fauna acquatica. Brucando sui fondali intorbidisce l'acqua, e provoca la moria degli altri pesci.

 

azione mirata. Il virus ad azione mirata, il cyprinid herpesvirus 3, dovrebbe essere rilasciato nelle acque dei fiumi entro la fine del 2018 (previa una consultazione con le comunità agricole locali). I test dimostrano che è in grado di uccidere il 70-80% delle carpe, ma non gli altri pesci né i gamberi di fiume, le anguille, i topi, i polli, le rane, le tartarughe, i draghi d'acqua e gli altri animali che vivono dentro e attorno ai fiumi. Si trasmetterà da carpa a carpa e, dopo una settimana di incubazione latente, attaccherà i reni, la pelle e le branchie dei pesci, che in 24 ore dai primi sintomi moriranno.

 

Le conseguenze. Ci vorranno un paio d'anni prima che le carpe sviluppino resistenza al virus: questa è la finestra di tempo sfruttabile per portare a termine lo (spietato) piano, che comporta problemi collaterali importanti, come la rimozione dai fiumi di centinaia di migliaia di carpe morte.

 

Rimangono poi alcune perplessità sulla sicurezza della misura. L'herpes usato sarà un complesso virus a DNA che difficilmente potrà mutare struttura e contagiare altre specie. Ma nessun test di laboratorio può prevedere del tutto gli effetti che il virus, e la quasi completa sparizione della carpa, avranno sugli ecosistemi.

 

5 maggio 2016 | Elisabetta Intini