Attraversare in nave il Polo Nord: nel 2040 sarà possibile

Il global warming sta aprendo nuove, inquietanti prospettive per la navigazione commerciale artica: ecco quali sono gli scenari prevedibili se il termometro continua a salire.

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Il Passaggio a nord-ovest (a sinistra), la rotta che attraversa direttamente il Polo Nord (al centro) e il Passaggio a nord-est, sulla destra. Tra rotte artiche destinate a mutare parecchio da qui al 2040. Image via PNAS/Smith and Stephenson.

Il riscaldamento globale sta aprendo nuove, inedite possibilità di navigazione tra i ghiacci dell'Artico. Alcune sono già una preoccupante realtà: nell'ultimo decennio, l'uso commerciale del Passaggio a nord-est (la rotta che dal Mare del Nord prosegue nel mare Glaciale Artico, attraverso lo stretto di Bering e quindi, arriva all'oceano Pacifico, a destra nella mappa) è diventato una prassi piuttosto comune nei mesi estivi, e un modo per accorciare una altrimenti lunghissima rotta per raggiungere, dalla Russia, l'estremo oriente. Dall'estate 2008, inoltre, il Passaggio a nord-ovest (a sinistra nell'immagine) è occasionalmente navigabile, nella bella stagione, a causa della riduzione della calotta artica. Ancora più inquietanti, però, si prospettano le conseguenze del global warming da qui ai prossimi 27 anni.
 
Se il termometro continua a salire, si legge in un articolo pubblicato su PNAS, entro il 2040 il Passaggio a nord-ovest, la rotta che congiunge Atlantico e Pacifico attraverso l'arcipelago artico del Canada, potrebbe esssere navigabile anche dalle navi comuni, sprovviste di carene rompighiaccio. Mentre le rompighiaccio potrebbero addirittura farsi largo, per allora, attraverso i ghiacci del Polo Nord (la linea rossa nella mappa qu sopra) trovando la via più veloce e diretta per la navigazione artica.

Nell'ultimo ventennio le temperature sono salite in modo preoccupante al Polo Nord più che in tutto il resto del pianeta, causando una sensibile e progressiva riduzione del pack glaciale. Due ricercatori della Università della California di Los Angeles (UCLA) hanno utilizzato modelli climatici già esistenti per ipotizzare le conseguenze dell'innalzamento delle temperature sulla navigazione nell'artico in un arco di tempo compreso tra il 2040 e il 2059.

Gli scienziati hanno considerato due scenari di emissioni di gas serra, uno medio basso e uno alto, tratti dal più recente rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, nonché le possibilità di navigazione di due diversi tipi di imbarcazione: una rompighiaccio e una normale nave da trasporto oceanica.

In entrambi gli scenari, il Passaggio a nord-est diverrà più ampio e aperto per un numero maggiore di mesi rispetto ad oggi; le navi potranno affrontare rotte che si allontanano dalle coste russe e si avvicinano al Polo Nord, accorciando le distanze con i paesi orientali. Il Passaggio a nord-ovest, attualmente off-limits per le navi comuni, e raramente attraversato dalle rompighiaccio, risulterà navigabile per queste ultime ogni estate, e nel 50/60% dei casi sarà accessibile anche alle navi normali, sprovviste di rompighiaccio.

Per entrambi gli scenari infine, la rotta che attraversa direttamente Polo Nord, ora inaccessibile a causa di un pack di ghiaccio spesso, in alcuni punti, anche 19 metri, risulterà percorribile dalle rompighiaccio. Una prospettiva che alcuni considerano interessante dal punto di vista economico, ma che rivela invece il precario stato di salute del nostro pianeta.
 


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13 Marzo 2013 | Elisabetta Intini