Ecologia

Attivisti Greenpeace a Bruxelles per fermare la pesca eccessiva/ Foto

Davanti alla sede del Consiglio uno striscione di nove metri quadri che rappresenta il mondo sottomarino privo di vita, composto da centinaia di foto di persone che protestano contro la sovrappesca

Roma, 15 dic. - (AdnKronos) - Al Consiglio dei ministri della pesca Ue riunito oggi a Bruxelles per concordare le quote di pesca per gli stock ittici dell'Atlantico e del Mare del Nord per il 2015, Greenpeace ha ricordato la necessità di garantire il recupero degli stock ittici in declino. La nuova normativa europea sulla pesca, in vigore dai primi mesi del 2014, richiede ai Paesi membri di fermare la pesca eccessiva a partire dal 2015 e di promuovere il passaggio a sistemi di pesca che hanno un basso impatto sull’ambiente. (FOTO)

Per questo, gli attivisti di Greenpeace hanno appeso davanti alla sede del Consiglio uno striscione di nove metri quadri rappresentante il mondo sottomarino privo di vita, composto da centinaia di foto di persone che protestano contro la sovrappesca. "È ora che i ministri europei risolvano definitivamente il problema della pesca eccessiva. Gli stock ittici hanno possibilità di recupero solo se le quote di pesca vengono fissate in base alle raccomandazioni scientifiche" afferma Serena Maso, campagna mare di Greenpeace Italia. La flotta di pesca dell’Unione Europea è cresciuta a un livello insostenibile.

Il mese scorso, Greenpeace ha pubblicato un rapporto che individua venti mega pescherecci, appartenenti all’Ue per proprietà, gestione o bandiera, che utilizzano metodi di pesca distruttivi o che sono stati coinvolti in episodi di pesca illegale. “I piccoli pescatori artigianali sono costretti ad abbandonare il proprio lavoro perché i governi hanno deciso di mettere le quote di pesca nelle mani sbagliate, favorendo le grandi flotte industriali che impoveriscono e distruggono i nostri mari. Per il 2015 Greenpeace chiede che la maggior parte delle quote di pesca venga concessa ai piccoli pescatori che hanno un basso impatto ambientale e che sono più sostenibili" conclude Maso.

15 dicembre 2014 ADNKronos
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