Ecologia

L’Artico si scalda al quadruplo della velocità del resto del mondo

L'Artico si scalda più velocemente del resto del mondo: lo sapevamo, ma avevamo sottovalutato quanto la situazione sia così seria.

Quando si parla di aumento delle temperature globali si parte sempre dai Poli per discuterne, perché sono le zone più a rischio per una lunghissima serie di fattori, ma anche perché agli estremi del globo le temperature aumentano più rapidamente di quanto facciano altrove. È un processo che conosciamo bene da tempo, e che ha delle solide motivazioni scientifiche, ma è anche un processo che finora abbiamo sottovalutato, e che sta riscaldando le zone polari a una velocità superiore a quella che avevamo considerato. Lo hanno dimostrato, relativamente al Polo Nord, quattro climatologi della NASA durante l'ultima convention della American Geophysical Union, che hanno spiegato come mai il riscaldamento dell'Artico sia stato sottostimato fino a oggi, e qual è per davvero il suo ritmo.

L'amplificazione polare. Come detto, sappiamo già da tempo che l'Artico (e anche l'Antartide) si scalda più rapidamente del resto del pianeta. La causa è un fenomeno chiamato amplificazione polare, che è in realtà una complessa collezione di diverse cause che interagiscono e si alimentano a vicenda. La spiegazione più breve dell'amplificazione polare è questa: quando il nostro pianeta subisce un aumento di calore, per esempio a causa dell'effetto serra, i poli ne ricevono di più di quanto ne ricevano le latitudini più basse.

Questo a sua volta porta a una serie di conseguenze che amplificano le differenze: per esempio, lo scioglimento del ghiaccio dovuto al caldo sostituisce una superficie riflettente (quella del ghiaccio, appunto) con una scura e assorbente (l'acqua dell'oceano), e il feedback porta a un ulteriore aumento di temperatura. Il sistema è più complesso di così, ma quello che ci interessa è il risultato finale: negli ultimi decenni, l'Artico si sta scaldando al doppio della velocità del resto del mondo.

Doppio? Quadruplo! Ed è proprio quel "doppio" che viene contestato dai ricercatori della NASA; i loro studi sull'aumento delle temperature artiche negli ultimi trent'anni dimostrano che il cambio di passo è molto più rapido: l'Artico, dicono, si scalda al quadruplo della velocità del resto del pianeta, non al doppio. Il motivo dell'errore di calcolo è che finora si è convenzionalmente scelto di considerare "Artico" tutto ciò che sta sopra i 60° di latitudine nord, mentre secondo i quattro climatologi bisognerebbe cominciare a calcolare dai 66.6° di latitudine nord: è qui che comincia il "vero" Artico, e scendere fino a 60° significa "diluirlo", e quindi ottenere valori relativi al riscaldamento che sono falsati e fin troppo ottimistici.

Non tutti i climatologi sono convinti al 100% di questa nuova interpretazione: c'è chi dice che considerare solo gli ultimi 30 anni è sbagliato, perché prima del 1990 le temperature nella regione artica fluttuavano molto di più, e per un certo periodo sono addirittura scese sotto la media (un primo effetto collaterale dell'inquinamento atmosferico). Anche i più scettici, però, concordano che abbiamo finora sottovalutato almeno in parte l'aumento delle temperature nell'Artico: considerando gli effetti sul resto del pianeta, non è una buona notizia.

8 gennaio 2022 Gabriele Ferrari
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