Ecologia

In Europa la peggiore siccità degli ultimi 1.200 anni

L'anticiclone delle Azzorre, che influenza il clima di gran parte dell'Europa e di tutto il Mediterraneo, sta peggiorando. E Spagna e Portogallo attraversano il peggior periodo di siccità del millennio.

Ogni volta che arriva l'estate e quindi il grande caldo, le nostre giornate tornano a popolarsi di termini meteorologici che normalmente ignoriamo per tutto il resto dell'anno. Uno di questi è "anticiclone delle Azzorre", quell'area di alta pressione semipermanente che si trova nell'oceano Atlantico e che influenza il clima di gran parte dell'Europa e di tutto il Mediterraneo.

Che cos'è l'anticiclone delle Azzorre? Fonte di tutte le nostre sofferenze estive, l'anticiclone delle Azzorre sta peggiorando: questo almeno sostiene un nuovo studio pubblicato su Nature Geoscience, che analizza l'evoluzione dell'anticiclone negli ultimi millenni e dimostra che negli ultimi 200 anni si è espanso a un ritmo superiore a quello dei precedenti 1.000. Questa "esplosione" è il motivo per cui alcune aree dell'Europa, in particolare in Spagna e Portogallo, stanno vivendo il peggior periodo di siccità della loro storia.

Spagna e Portogallo sono i due Paesi europei che più di tutti stanno subendo le conseguenze dell'espansione dell'anticiclone delle Azzorre: tra le tante proiezioni che sono state fatte riguardo a questi due Paesi, una dice che entro il 2050 la superficie della penisola iberica adatta a coltivare l'uva si ridurrà in una misura che va dal 25 al 100% (il che significa che tra trent'anni in Spagna e Portogallo potrebbe diventare impossibile fare il vino), mentre un'altra prevede un crollo del 30% della produzione di olive nel sud della Spagna.

Emergenza Spagna e Portogallo. Per capire il perché di questa siccità prolungata, il team della Woods Hole Oceanographic Institution ha costruito un modello climatico che simulasse gli ultimi 1.200 anni di vita dell'anticiclone delle Azzorre, scoprendo che negli ultimi 200 anni l'area di alta pressione è cresciuta a un ritmo superiore a quello dei precedenti mille, e che il '900 in particolare ha visto un'accelerata ancora più decisa.

Il collegamento con l'aumento di gas serra in atmosfera dovuto alle attività umane è evidente. Per scoprire invece quello con la siccità, il team ha analizzato una serie di stalattiti provenienti dal Portogallo, che essendosi create nell'arco di millenni hanno "registrato" i tassi di piovosità nel corso del tempo.

Inverni secchi, estati aride. Poco sorprendentemente, l'analisi ha rivelato che, da quando la rivoluzione industriale ha fatto esplodere la quantità di gas serra in atmosfera, l'espansione dell'anticiclone delle Azzorre ha reso gli inverni mediterranei più secchi – un fenomeno che non si è ancora arrestato, tanto che si prevede un'ulteriore diminuzione delle precipitazioni tra il 10 e il 20% entro la fine del secolo.

In questo periodo anche l'anticiclone continuerà a espandersi, dicono gli autori dello studio: se le cose non cambieranno, aspettiamoci inverni sempre più secchi, estati sempre più aride e siccità sempre più diffusa.

18 luglio 2022 Gabriele Ferrari
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