Ecologia

Le "bolle" del global warming in 191 Paesi del mondo: un'animazione che colpisce nel segno

L'ennesima prova del fatto che i cambiamenti climatici sono un problema globale: una visualizzazione di come sono cambiate le temperature terrestri nell'ultimo secolo (non si salva nessuno).

Se talvolta le notizie sui cambiamenti climatici possono sembrare pane per i soli "addetti ai lavori", non è certo un difetto di questa animazione che spopola su Twitter: realizzata da Antti Lipponen, ricercatore del Finnish Meteorological Institute, questa mappa dei cambiamenti climatici nell'ultimo secolo in 191 Paesi del mondo è stata ritwittata oltre 19 mila volte e sembra colpire dritta nel segno.

Maddie Stone, direttore di Earther-Gizmodo, l'ha paragonata a un quadro elettrico delle temperature globali, e il paragone pare azzeccato: un pannello di controllo in cui qualcosa, però, sembra essere andato storto.

Come si legge. Ogni nazione è rappresentata da un cerchio. Le dimensioni dei cerchi mostrano quanto è cambiata la temperatura rispetto alla media 1951-1980, presa come riferimento. I colori indicano il tipo di variazione: un rialzo delle temperature è reso nei toni dell'arancio e del rosso (in base all'intensità del cambiamento), le temperature più basse rispetto alla media sono indicate con cerchi in vari toni del blu. L'animazione comprende ogni anno tra il 1880 e il 2017. Il lavoro è basato sui dati della Global Surface Temperature Analysis (GISTEMP) della NASA.

Nei primi anni si nota ancora qualche "bolla" azzurra, dagli anni '70 in poi i i toni "caldi" si fanno largo gradualmente finché, a partire dagli anni Duemila, il rosso diventa predominante. La maggior parte dei Paesi ha registrato, nell'arco di tempo considerato, un incremento di temperatura di almeno un grado, e tutti (tranne Kiribati, che comunque pagherà per tutti le conseguenze del clima che cambia) si sono scaldati di almeno 0,5 gradi da fine '800. L'Italia è rappresentata dal sesto cerchio nella seconda fila da sinistra.

Altri lavori. Lipponen ha pubblicato il 2 settembre una seconda versione della mappa che include anche Belgio e Regno Unito (inizialmente esclusi per un problema di dati); qualche mese fa aveva reso lo stesso concetto con una diversa visualizzazione "a raggiera", forse un po' meno di impatto.

5 settembre 2018 Elisabetta Intini
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