Tutti pazzi per la Terra

Si tuffano mezzi nudi tra i ghiacci del Polo Nord, rischiano la pelle in spericolate azioni dimostrative, si lanciano in spettacolari coreografie e realizzano sorprendenti opere d'arte.
E tutto per amore del pianeta e dei suoi abitanti.

Guarda anche la fotogallery sulle manifestazioni di massa più mozzafiato.
Tutto sull'Earth Day 2014

Cosa c'è di meglio nei primi giorni d'estate di una bella foto di un "rinfrescante" bagno nelle gelide acque del Polo Nord? Questa è solo l'ultima delle imprese di Lewis Gordon Pugh, il nuotatore più spericolato del mondo. Lo scorso anno ha infatti nuotato (qui immortalato durante il tuffo) per 18 minuti e 50 a una temperatura marina di meno 2 gradi, percorrendo un chilometro.
Un’impresa a fin di bene: «L’ho fatto - ha dichiarato Pugh - per dimostrare che cosa sta succedendo al mar Artico con il riscaldamento globale. Basti pensare che dove ho nuotato io, un tempo c’era ghiaccio».
Da un estremo all’altro della Terra, le cose non migliorano: scopri cos’è successo pochi mesi fa al Polo Sud. Guarda anche altri due coraggiosi bagnanti

[E. I.]

L'intera popolazione di Pamplona (Spagna) e migliaia di turisti festeggiano da oggi fino al 14 luglio la festa di San Fermin con canti, balli e manifestazioni di ogni tipo. "Cuore" della sagra è la corsa dei tori nell'encierro: le strade della città vengono transennate e i tori, circondati da turisti e abitanti che mettono alla prova il loro coraggio (o la loro follia), fatti correre fino alla Plaza de Toros, dove vengono crudelmente uccisi.
Per protestare contro questa usanza e sensibilizzare l'opinione pubblica contro le corride che, secondo alcune fonti sono responsabili della morte cruenta di 40 mila tori ogni anno, la Peta, la principale organizzazione americana che si batte per un trattamento etico degli animali, ieri ha organizzato una corsa alternativa per le vie di Pamplona: umana e "senza veli". L'hanno corsa in 500, inseguiti dalla polizia che ha impedito che si spogliassero completamente.

A volte un’immagine vale più di mille parole. Lo sanno bene questi attivisti di Greenpeace, che per protestare contro l’inquinamento dell’aria hanno "ritoccato" a dovere un cartellone pubblicitario di Berlino (Germania). Trasformando il muso elegante di un’automobile in un faccione da maiale. Un’altra iniziativa che va ad aggiungersi a una lunga serie di singolari campagne a favore dell’ambiente. Si va dalle imprese più spericolate, come abbordare le baleniere o scalare le ciminiere delle centrali elettriche. A quelle più "sexy", come l’adunata in mutande nel porto di Civitavecchia, vicino a Roma, contro le emissioni di anidride carbonica.

Tutte le proteste più scioccanti (fotogallery)

[E. I.]

Se il mare potesse parlare di certo non ci ringrazierebbe. Anzi molto probabilmente, protesterebbe per il crescente livello d’inquinamento che è costretto a subire. Per questo molti pescatori e ambientalisti statunitensi lo scorso settembre si sono radunati nelle acque della città di Homer, in Alaska, formando con le loro imbarcazioni la scritta "Sos acid ocean" (nella foto, la "O" di Sos). Le acque marine starebbero infatti subendo un'alterazione del livello di acidità, dovuta all'anidride carbonica che non inquina solo l'aria ma si scioglie anche nel mare, acidità che danneggia la fauna marina e di conseguenza il mercato ittico.

Guarda anche la mappa dei mari danneggiati
E non perderti la fotogallery dedicata alle proteste più spettacolari

[E. I.]

In pochi avrebbero voluto essere nei suoi panni. Sospeso a poco meno di 300 metri d’altezza, su una piccola piattaforma di ghiaccio (60 x 35 centimetri) sostenuta solo da una fune, per di più a strapiombo sulla crepa di un ghiacciaio. Ma Eskil Ronningsbakken, agile equilibrista norvegese, è rimasto in questa posizione a dir poco “scomoda” per tutta la mattina del 29 marzo scorso.
Il fine dell’impresa era di mostrare, anche se su scala ridotta, quanto catastrofici possano essere gli effetti del riscaldamento globale. Mano a mano che si scioglieva, infatti, il ghiaccio ha iniziato a scivolare sulla superficie della fune che lo sosteneva, continuando a muoversi da un lato all’altro della corda. La dimostrazione si è svolta al Parco Nazionale di Dovrefjell, 500 km a nord di Oslo.

Che cosa ci fa una balena gonfiabile nel bel mezzo del centro politico di Valparaiso, in Cile? Ne sanno qualcosa i membri di Greenpeace, che lo scorso agosto le hanno trovato quest’insolita collocazione per protestare contro la caccia e la tratta illegale delle balene.
Gli attivisti hanno chiesto formalmente al governo locale di dichiarare le acque giurisdizionali cilene “santuario delle balene”: un’area, cioè, dove venga bandita ogni forma di caccia commerciale ai cetacei in pericolo di estinzione.
Non molto lontano da Cile e Argentina, tra l’altro, si trova proprio uno di questi santuari, quello dell’Oceano Meridionale. Una riserva che si estende per 50 milioni di chilometri quadrati attorno al continente antartico che purtroppo è già stata violata, nel gennaio scorso, da alcune baleniere giapponesi.

Il cucciolo di balena che ha commosso Sydney (guarda il video)
 
Quando le balene camminavano

[E. I.]

Un canguro di cartone di 32 metri di lunghezza. Ecco che cosa si sono inventati gli studenti di un’università di Melbourne (Australia) per misurare gli effetti dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta.
Quattro satelliti della Nasa in orbita sopra il campus hanno fotografato questa “cartolina” gigante - che qui vediamo in una foto aerea - mentre rifletteva la luce solare che la colpiva.
I risultati di questo esperimento dovrebbero servire, nelle intenzioni degli studenti, a misurare la capacità della Terra di “rispedire” luce e calore del sole nell'atmosfera, evitando così di surriscaldarsi.

Tutti gli “effetti collaterali” più curiosi e inattesi del riscaldamento globale
Una (coraggiosa!) protesta contro lo scioglimento dei ghiacci
Guarda anche alcuni ambientalisti a forma di balena!

[E. I.]

Due orsi in fuga dal Polo cercano riparo a Londra in "sella" a un iceberg? Mamma orsa porta a spasso per il Tamigi il suo cucciolo? I ghiacci si stanno sciogliendo e i primi iceberg arrivano fino a Time Square? Niente di tutto questo. Questa è una gigantesca scultura - alta quasi 5 metri - "a mollo" nel fiume londinese per promuovere il lancio di un nuovo canale televisivo dedicato alla natura.
Oggi è il 4° anniversario del Protocollo di Kyoto (entrato in vigore il 16 febbraio 2005), l'accordo internazionale firmato da 160 nazioni - tra i paesi industrializzati solo gli Stati Uniti non hanno aderito - per la limitazione dell'emissione dei gas serra.
Secondo il protocollo il nostro paese ha tempo fino al 2012 per ridurre del 6,5 per cento le emissioni rispetto al 1990. Ma non pare che sia così: da quell'anno, infatti, le emissioni in Italia sono aumentate del 9,9 per cento (fonte Kyoto club).
Riscaldamento globale, gli effetti collaterali più strani
13 idee bizzarre per combattere il global warming

[E. I.]

Chi ha detto che una protesta per essere efficace, deve durare a lungo?
Ai Melting Men (uomini che si sciolgono), statuette di ghiaccio realizzate dall’artista brasiliano Nele Azevedo, sono bastati 30 minuti per attirare l’attenzione di mezzo mondo, prima di sciogliersi sulla piazza di Gendarmenmarkt, in Germania.
Le 1.000 statuine alte una ventina di centimetri, sono state realizzate per dar risonanza all’ultimo allarme lanciato dal Wwf: a causa dello scioglimento dei ghiacci artici si legge nel rapporto, il livello dei mari potrebbe salire di un metro entro il 2100, con conseguenze disastrose per almeno un quarto della popolazione mondiale.
Riscaldamento globale: curiosità, proteste e conseguenze inattese

[E. I.]

Questi due “bagnanti” non stanno cercando di entrare nel guiness dei primati, si trovano in costume in una distesa di ghiaccio per protestare. Butler e Rob Bell, infatti, sono due ambientalisti che lo scorso aprile hanno fatto un bagno di sole in uno dei luoghi più freddi della Terra – a Longyearbyen nelle isole Svalbard, che si trovano in Norvegia e sono circondate dal Mar Glaciale Artico - per attirare l’attenzione sul surriscaldamento globale. Secondo gli attivisti se per il momento serve molto coraggio per prendere un po' di sole qui, tra non molto, sarà possibile a tutti venire a fare un tuffo nell'Artico.
Una provocazione naturalmente, ma l'aumento della temperatura del mare potrebbe davero causare danni notevoli al pianeta: l'aria fredda che sorge dal Mar Artico e si muove verso l’equatore, incontrando l’aria più calda alle latitudini più basse, provoca piogge e nevicate.

A Sidney, in Australia, qualche giorno fa alcuni ambientalisti si sono mobilitati per la salvaguardia delle balene, disegnando questa enorme scritta umana sulla spiaggia. In Giappone la caccia ai cetacei è stata appena riaperta, ufficialmente per scopi scientifici, in realtà per motivi commerciali. Un escamotage per violare la moratoria internazionale in vigore dal 1986. La carne di balena, infatti, è un piatto prelibato, richiesto in molti ristoranti giapponesi. Greenpeace da tempo attiva su questo fronte, promuove diverse iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sulla questione. A una di queste ha partecipato anche Focus Junior. Nell’ambito del progetto “Diamo un nome alla Balena” - a una delle balene che saranno seguite via satellite dai ricercatori per studiarne gli spostamenti - i bambini della community online hanno proposto Aiko (“piccolo amore” in giapponese). Il nome è stato selezionato e le votazioni per quello più bello sono aperte. 
Vota anche tu.
Vuoi saperne di più sul progetto?

Se i futuri mutamenti climatici del nostro pianeta vi preoccupano, allora probabilmente soffrite di "eco-ansia". È un termine coniato da un gruppo di mamme californiane che incoraggiano le persone a vivere a stretto contatto con la natura, per esempio passando un po' del proprio tempo libero su un albero. 
Per curare l'eco-ansia dunque c'è l'eco-terapia. Nutrirsi solo di prodotti locali, guidare meno, produrre meno rifiuti possibile e piantare qualche albero sono solo alcuni degli esercizi.
Visita anche una casa ecologica e calcola la tua impronta ecologia
Vuoi sapere quanto siamo in debito con il nostro pianeta? Leggi la notizia.

Cosa c'è di meglio nei primi giorni d'estate di una bella foto di un "rinfrescante" bagno nelle gelide acque del Polo Nord? Questa è solo l'ultima delle imprese di Lewis Gordon Pugh, il nuotatore più spericolato del mondo. Lo scorso anno ha infatti nuotato (qui immortalato durante il tuffo) per 18 minuti e 50 a una temperatura marina di meno 2 gradi, percorrendo un chilometro.
Un’impresa a fin di bene: «L’ho fatto - ha dichiarato Pugh - per dimostrare che cosa sta succedendo al mar Artico con il riscaldamento globale. Basti pensare che dove ho nuotato io, un tempo c’era ghiaccio».
Da un estremo all’altro della Terra, le cose non migliorano: scopri cos’è successo pochi mesi fa al Polo Sud. Guarda anche altri due coraggiosi bagnanti

[E. I.]