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Alberi di Natale: mini-guida per scegliere il più verde

Vero o finto? Nuovo, o di recupero? Con quali addobbi? E cosa farne, una volta passate le feste? Un vademecum per scegliere un abete natalizio davvero eco-sostenibile.

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Un albero di Natale originale, arredante e amico dell'ambiente, o un albero tradizionale? |

Il count-down per le feste è iniziato ed è già partita la corsa per l'acquisto di quello che diverrà il protagonista indiscusso delle nostre case nel prossimo mese: l'albero di Natale. Come ogni anno, si presenta il dilemma: vero o finto? Qual è la soluzione più ecologica e sostenibile? Ecco alcuni consigli per un abete davvero "verde".

 

  • Se dovete comprare un albero nuovo, meglio scegliere un abete vero, coltivato da un produttore locale (per ridurre l'impronta ambientale del trasporto) secondo i principi dell'agricoltura biologica. La provenienza da una piantagione allestita ad hoc scongiurerà il rischio che il vostro acquisto possa contribuire alla distruzione di una foresta.
  • Nel caso abbiate optato per una pianta vera, non cercate l'albero perfetto. In natura è normale che gli abeti crescano in maniera leggermente asimmetrica, con la parte esposta a nord meno sviluppata. Sceglietene uno adatto all'altezza del vostro soffitto e sistematelo lontano da caloriferi e spifferi. Non spruzzate sui rami neve finta o spray colorati, ricordatevi che l'albero è vivo. E non appesantitene i rami con addobbi troppo ingombranti che rischierebbero di spezzarli.
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  • Quasi tutti gli alberi artificiali sono realizzati in materiali non biodegradabili (PVC e metallo) e provengono da paesi asiatici: per arrivare fino a noi percorrono migliaia di chilometri, con relative emissioni di anidride carbonica. Secondo una stima di Coldiretti, i 500 mila alberi acquistati ogni anno in Italia liberano 115 mila tonnellate di CO2, quante ne produrrebbe un percorso in auto di 6 milioni di chilometri.
  • Se dovete ricorrere a un abete finto, trattatelo con cura e fatelo durare almeno una decina d'anni, e comunque il più a lungo possibile. Il ciclo produttivo di ciascuno di questi alberi immette in atmosfera circa 23 chili di CO2.
  • Evitate addobbi natalizi in materiali sintetici, difficilmente smaltibili. Decorate invece l'albero con materiali naturali come pigne cadute, gusci di noce, sassi dipinti, o con piccoli addobbi in pasta pane (a base di acqua, sale e farina).
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  • Dopo le feste, se avete acquistato un albero vero, piantatelo in giardino, in un parco, nella casa di campagna di amici o parenti, o, dove possibile, in un'aiuola del vostro quartiere. In alcuni negozi, è possibile acquistare un abete in comodato d'uso. Nei punti vendita IKEA, per esempio, è possibile affittare un a fronte di una spesa modesta (14,99 euro) e restituirlo una volta trascorse le feste, insieme allo scontrino, ottenendo un buono spesa della stessa cifra. Per ciascun albero restituito, IKEA donerà 2 euro al WWF per un progetto di conservazione forestale in una delle Oasi WWF in Italia. Negli ultimi 9 anni, i clienti IKEA hanno restituito più di 152.000 alberi, che sono stati trasformati in fertilizzante naturale o utilizzati per la produzione di pannelli truciolari.
  • Se proprio non avete modo di ripiantarlo, o se nel frattempo l'albero dovesse morire, non vi resta che rassegnarvi e avviare l'abete alla raccolta differenziata. In nessun caso un albero va gettato nel cassonetto o direttamente con l'umido. Informatevi presso l'azienda per i servizi ambientali della vostra città/del vostro comune chiedendo del sito di compostaggio più vicino a casa vostra. Se avete un camino o una stufa, usate rami e tronchi come legna da ardere, e abbassate il riscaldamento.
  • Si possono realizzare alberi di Natale originali e creativi utilizzando materiali di recupero e rifiuti riciclati, come lattine, cartoni, bottiglie di vetro. Questa è senza dubbio la soluzione più creativa e meno dannosa per l'ambiente. Oppure, potete scegliere di addobbare una pianta o un alberello che già avete in giardino, in casa o sul balcone. Farete un figurone e gli amici vi copieranno l'idea.
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    5 dicembre 2014 | Elisabetta Intini