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Vermont: dove Internet arriva a cavallo

Il digital divide non si combatte solo a suon di milioni e supertecnologie: a volte possono bastare un cavallo da tiro e un imprenditore in cerca di sfide.  Ecco la storia di Fred e del suo collega bipede Claude.

Se gli abitanti di Burke, una cittadina di montagna del Vermont  (USA), possono finalmente collegarsi a Internet ad alta velocità, devono dire grazie a Fred, un cavallo da tiro belga di 14 anni che insieme al suo conduttore ha steso oltre 25 km di fibra ottica tra fitti boschi e picchi inaccessibili.

Il curioso progetto, durato più di anno e terminato da qualche mese, è stato realizzato da Fair Point, un Internet provider locale che nel 2011 ha raccolto la sfida lanciata dal Governatore dello Stato: cablare la cittadina montana nonostante le difficoltà logistiche, ma nel totale rispetto dei boschi e dell'ambiente circostante, prima risorsa economica della zona.

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E così i dirigenti dell'azienda hanno ingaggiato Fred e Claude Deamarais, il suo compagno di lavoro umano. I due, quando si tratta di portare a termine lavori pesanti,  formano una squadra inarrestabile.

Perchè i cavalli vengono ferrati?

Sette giorni la settimana per oltre un anno, riposando solo nei giorni di maltempo, Fred e Claude hanno affiancato tecnici e operai di Fair Point, trainando cavi e innalzando pali di legno.
A differenza dei mezzi meccanici, il cavallo riesce ad arrivare ovunque e non danneggia piante e sentieri.
A proposito: ma quanti cavalli ha un cavallo? La domanda sembra oziosa, ma non lo è: infatti la potenza di un cavallo non è affatto di un cavallo vapore, bensì molto di più, addirittura 12.
Nel 1789 l'ingegnere scozzese James Watt introdusse il termine "cavallo" per indicare il numero di cavalli da tiro necessari per sostituire il proprio motore a vapore. All'epoca infatti la forza motrice comunemente utilizzata per estrarre il carbone dalle miniere era data da pony.
Oggi si definisce convenzionalmente cavallo vapore la potenza necessaria a sollevare 75 kg alla velocità di un metro al secondo. Per misurare la potenza di un cavallo occorre servirsi di uno speciale strumento che permette di rilevare la capacità di traino dell'animale. Un cavallo da corsa ben allenato sviluppa una potenza di 10-12 cavalli, praticamente quella di uno scooter 125.

Equipaggiato con finimenti d'altri tempi che sembrano usciti dalla pubblicità di una birra, Fred ha il compito di trasportare nei boschi i pali di legno ai quali verrà fissato il cavo e di trainare quest'ultimo tra un sostegno e l'altro.
"Riescono a fare il lavoro di 15 persone" spiega Paul Clancy, uno dei dirigenti di Fair Point, " possono stendere 2 km di fibra senza versare una goccia di sudore".

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Alto più di un metro e ottanta, Fred pesa circa 700 kg. La sua razza ha origini antichissime, che risalgono al Medioevo e si fondono con quelle dei possenti cavalli da guerra dei cavalieri in armatura.
I cavalli da tiro belga, o Brabantini, sono animali potentssimi: un solo esemplare può trainare pesi di diverse tonnellate per parecchi metri.

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Il premio per tanta fatica? Una mela, condivisa con uno dei suoi colleghi operai, e una carezza sul muso. Fred non inquina, non consuma carburante e non chiede mai aumenti di stipendio.

Fred non è comunque il primo equino protagonista della rivoluzione digitale: già da qualche anno la direzione del parco israeliano di Kfar Kedem ha equipaggiato i 30 asini cavalcati dai turisti durante le visite guidate con speciali ripetitori wi-fi portatili.
Obiettivo della curiosa iniziativa è quello di garantire ai visitatori l'accesso alla Rete così da permettere loro di condividere in tempo reale foto e filmati realizzati durante le escursioni.

Se gli abitanti di Burke, una cittadina di montagna del Vermont  (USA), possono finalmente collegarsi a Internet ad alta velocità, devono dire grazie a Fred, un cavallo da tiro belga di 14 anni che insieme al suo conduttore ha steso oltre 25 km di fibra ottica tra fitti boschi e picchi inaccessibili.
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