Un gatto schizofrenico?

Gira su internet questo video dal titolo “gatto schizofrenico”. Forse per deformazione professionale, forse perché ben consapevoli del fatto che non...



Gira su internet questo video dal titolo “gatto schizofrenico”. Forse per deformazione professionale, forse perché ben consapevoli del fatto che non esistono gatti propriamente “schizofrenici”, ci siamo incuriosite e abbiamo provato ad analizzare il filmato.
C'è poco da sorridere: questo povero gatto è malato: sembrerebbe soffrire di un disturbo comportamentale conosciuto con il nome di iperestesia felina o Rolling Skin Sindrome.

Possono essere colpiti da questa malattia gatti di tutte le età, ma più facilmente si presenta nei soggetti di età compresa tra 1 e 5 anni. Le razze più comunemente colpite sono il Siamese, l’Abissino, il Burmese e il Persiano, ma anche le altre razze feline possono non essere esenti. I gatti manifestano delle “crisi” durante le quali si può vedere la pelle della schiena dell’animale arricciarsi ripetutamente, quasi a formare una sorta di onda. Durante questi episodi le pupille del gatto sono spesso dilatate e l’animale tende a “puntare”, leccare o mordere la sua coda e/o le sue zampe posteriori, quasi non le riconoscesse come parti del suo corpo.
Può anche capitare che il gatto inizi a correre all’impazzata per la casa vocalizzando senza apparente motivo e, tutto ad un tratto, si fermi e inizi a guardarsi e mordersi la coda o una zampa. Le vocalizzazioni ricordano come intensità i miagolii dei gatti durante il periodo del calore. Spesso queste crisi si verificano al mattino presto o alla sera, anche se possono presentarsi in qualsiasi momento della giornata.

Che cosa fare in questi casi?
I gatti che, in situazioni normali sono calmi e tranquilli, durante questi episodi possono diventare aggressivi nei confronti dei proprietari o di altri gatti/animali presenti in casa, mentre quelli tendenzialmente aggressivi possono diventare più affettuosi. Cosa fare se avete un gatto con questo tipo di problema comportamentale?
È importante richiedere l’intervento di un medico veterinario esperto in comportamento animale in modo da poter impostare una terapia comportamentale e farmacologica che aiuti a risolvere e/o controllare il problema.